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Grosseto

in campo con la neania anche i dieci immigrati

Va in scena la partita dell’integrazione

Va in scena la partita dell’integrazione

CASTEL DEL PIANO. La Neania, storica squadra di calcio di Castel del Piano, eccellente esempio di integrazione e solidarietà. Giocheranno, oggi alle16 infatti, in una partita sul campo di Campogrande,...

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CASTEL DEL PIANO. La Neania, storica squadra di calcio di Castel del Piano, eccellente esempio di integrazione e solidarietà. Giocheranno, oggi alle16 infatti, in una partita sul campo di Campogrande, i dieci ragazzi immigrati, ospiti al momento in un albergo di Castel del Piano, invitati dal presidente della Neania, Franco Ulivieri.

«La nostra squadra - spiega il presidente - che ha cominciato ad allenarsi, disputerà una partita facendo giocare i dieci giovani distribuiti nelle due squadre che si verranno a formare. Abbiamo messo in piedi questo incontro non per cavalcare il momento delle polemiche di Capalbio: è un’idea che abbiamo dallo scorso giugno. Infatti, a giugno, quei ragazzi da poco arrivati, accompagnati dalla loro tutor, Giulia, erano venuti al maxischermo allestito a Castel del Piano, a vedere la partita Italia-Svezia. In quell’occasione avevo chiesto se anche loro giocassero a pallone e li avevo invitati a venire a Campogrande quando la Neania avesse cominciato la preparazione».

E così è stato. Martedì scorso è stata programmata la partita. «I nostri giocatori sono felicissimi - aggiunge Ulivieri - Fra l’altro fino all’anno scorso avevano, con la maglia della Neania, un ragazzo di colore che giocava con loro, Amadu Thuary che è stato titolare da noi per due anni. Accettano con piacere, dunque, senza pregiudizio ma anzi con la voglia di conoscere i 10 ragazzi, di giocare con loro. I giocatori della Neania saranno divisi in due gruppi e i dieci distribuiti nelle due squadre».

A Ulivieri preme che passi il messaggio che una delle società più radicate in Castel del Piano dia dei segnali di avere uno spirito solidale e volontà di integrazione: «Inutile nascondere- continua Ulivieri - che il problema migranti è di difficile gestione e che le dimensioni che sta assumendo sono preoccupanti. Ma noi vogliamo dimostrare sul campo che siamo accoglienti, solidali e ci teniamo a integrarli con i nostri giovani che ne sono ben felici. Mi dicono anche che fra questi dieci ragazzi c’è qualcuno che se la cava bene a giocare a calcio. Vedremo. Chissà, non è escluso affatto che possano, in un futuro, indossare la maglia della Neania».

(f.b)

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