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Tornano gli ibis scortati dai deltaplani

Tornano gli ibis scortati dai deltaplani

Due “mamme adottive” fanno da guida agli esemplari partiti da Salisburgo e in arrivo a Orbetello

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ORBETELLO. C’è arrivo speciale previsto in Maremma. È quello dei 26 ibis eremita, attualmente in volo verso l’oasi del Wwf di Orbetello.

L’annuncio è dello stesso Wwf: si tratta della terza migrazione. Una migrazione speciale, specifica l’associazione: «Gli uccelli dal rossastro becco leggermente ricurvo e il nero piumaggio non hanno una mamma ibis da seguire per venire a svernare sui bordi della laguna di Orbetello. Hanno due mamme adottive che li guidano a bordo di due deltaplani a motore in un lungo viaggio iniziato nei giorni scorsi da Salisburgo che li vedrà, a tappe, sorvolare le Alpi e atterrare a Orbetello».

Non è la prima volta che un gruppo di ibis arriva a Orbetello. Già altri esemplari, sempre col medesimo sistema di migrazione guidata, sono arrivati negli anni scorsi in Maremma. Il loro viaggio rientra nel progetto Ue Life+Reason for Hope portato avanti dai ricercatori austriaci della Waldrappteam, associazione con la quale il Wwf collabora. Gli ibis non hanno esemplari anziani da seguire per poter migrare dall’Austria fino all’Italia e quindi spetta a delle mamme adottive guidarli nella loro traversata dei cieli in modo che possano memorizzare la rotta e, in primavera, tornare oltralpe da soli. L’obiettivo finale è quello di permettere a questo uccello in via di estinzione di essere autonomo entro il 2019. Fino ad allora le mamme adottive dovranno fare la loro parte.

Gli Ibis sono una specie estinta in Europa da oltre 400 anni, ne rimangono poche decine di coppie nel resto del mondo. «Il progetto è minacciato dal bracconaggio - aggiunge il Wwf - L'appello ai cacciatori è quello di non ucciderli. Fra le cause della loro estinzione c’è proprio la caccia di frodo ma anche alcuni cambiamenti del loro habitat naturale. L'Ibis eremita o Geronticus eremita ha un aspetto che incuriosisce. Spesso, percorrendo le strade secondarie di campagna, come quella alle porte di Albinia, nella zona del Guinzone, è facile vederli andare in cerca di cibo nei verdi prati. Non si spaventano alla presenza dell'uomo e a volte, quando si posizionano lungo i campi che costeggiano la ferrovia, a farli alzare in volo è il rumore improvviso del sopraggiungere del treno. A volte si spingono fino al mare nei pressi di Torre delle Saline».

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