Il dolore
Marijuana, Marras e il Pd per la legalizzazione
Il capogruppo in Regione punta sulle regole e sull’uso consapevole Economia da diversi milioni di euro anche in provincia: avanti con la coltivazione
GROSSETO. È finito il tempo del «passala, è piena d’olio», dei capelli lunghi, delle serate tra compagni, quelli di università e quelli del partito, impegnati in discussioni culturali che non finivano più. Era l’uso ricreativo della marijuana, il farsi le canne tra ragazzi per provare a cambiare il mondo o solo per immaginarselo migliore di quello che era allora. Tra questi ragazzi c’era anche Leonardo Marras, ventenne studente all’università. Lo stesso Marras che nel ruolo di capogruppo del Pd in consiglio comunale ha presentato all’inizio del mese una mozione sulla liberalizzazione dei cannabinoidi. Una mozione che va nella direzione - anzi, che in qualche modo ha anticipato - delle parole di Raffaele Cantone, magistrato a capo dell’Anticorruzione: «La cannabis - ha detto - va legalizzata». E la questione è delicata, come sottolinea a più riprese il capogruppo del Pd in consiglio regionale. «La mozione che ho presentato in consiglio - spiega - era il segnale del nostro sostegno all’iter parlamentare appena cominciato. Sarà una corsa a ostacoli, come lo sono tutte le modifiche di legge che riguardano questioni come queste. Ma qualcosa deve cambiare». È perentorio su questo, Marras. «I dati parlano da soli - dice - il proibizionismo e la repressione, così come stabilito dalla Fini-Giovanardi, non sono serviti a nulla. Il consumo non è diminuito tra i giovani, anzi. E la criminalità fa buoni affari».
Basti pensare alla differenza di prezzo che passa tra l’acquistare un grammo di erba in un paese dove è legale e comprarlo sulle Mura di Grosseto. A Zurigo, dove la cannabis è diventata legale da due giorni, un grammo costa 2,2 euro e la percentuale di Thc (il principio attivo) è controllato dallo Stato. A Grosseto si trova invece con prezzi che oscillano tra i 10 e i 15 euro al grammo. «Impedire ai giovani di farsi una canna è impossibile - dice Marras - ma potrebbe essere semplice allontanarli da un mercato che oltre ai cannabinoidi offre anche altro. Uno spacciatore è uno spacciatore, come vende erba vende anche cocaina e altre sostanze. Il fallimento della Fini-Giovanardi è stato anche il voler equiparare droghe pesanti a quelle leggere».
Non prendiamoci in giro: la marijuana la fumano in tanti. «E l’effetto dell’uso controllato - dice Marras - sarebbe più contenuto rispetto a quello che succede oggi. La filiera sarebbe seguita dalla coltivazione alla vendita e la criminalità non entrerebbe in contatto con i ragazzi. È la stessa cosa che succede con alcol e tabacco: io qualche sigaretta la fumo e posso bere anche un bicchiere o due di vino a cena. Sono comportamenti scorretti, dal punto di vista della salute, ma sono comunque regolamentati dallo Stato. Con la liberalizzazione della cannabis succederebbe esattamente la stessa cosa». La battaglia per l’approvazione della legge è cominciata e non sarà certo facile da vincere per le forze di centrosinistra che la stanno combattendo. «Non è più una questione della sinistra e basta - aggiunge il capogruppo del Pd - ma è davvero una cosa che riguarda tantissimi giovani. Chi pensava che con la repressione e il proibizionismo i ragazzi ne consumassero meno ha fatto male i propri conti». La Regione Toscana è stata la prima ad inserire nel sistema sanitario le cure a base di cannabinoidi, prescritte soprattutto per la terapia del dolore. E potrebbe essere anche una delle regioni che più delle altre spingerà in questa direzione. «È una battaglia di civiltà ma anche di sicurezza - conclude - speriamo che la politica dimostri buonsenso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
