Il Tirreno

Grosseto

Corri Stefano siamo tutti con te

di Maurizio Caldarelli
Corri Stefano siamo tutti con te

Gli amici fanno il tifo per La Rosa domani in gara a Rio È il secondo grossetano che si misura nella maratona olimpica

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GROSSETO. Prima di Stefano La Rosa la nostra città ha applaudito solo un maratoneta, Joachim "Beppe" Nshimirimana, che ad Atene 2004 e a Pechino 2008 ha difeso i colori del Burundi, il suo paese di origine. Jo è stato tra l’altro l’ultimo ad allenarsi con Stefano, il giorno di San Lorenzo, prima della partenza per Rio. «Abbiamo percorso la ciclabile Grosseto-Marina. Era reduce dal periodo di preparazione a St. Moritz e aveva un po’ di mal di schiena, ma in questi giorni avrà sicuramente recuperato e sarà pronto a dare il massimo».

Nessuno meglio di Nshimirimana sa cosa vuol dire partecipare ad una maratona olimpica: «È il massimo - sottolinea - che può desiderare un atleta. Nella mia prima olimpiade, ad Atene, ho anche pianto prima della partenza e la notte precedente non ho dormito. Volete sapere un'altra cosa? Appena arrivato ne avrei fatta anche un’altra e per l'adrenalina accumulata due mesi dopo a Lubiana ho migliorato di un minuto, portandolo da 2 ore e 14’ a 2 ore e 13’ il mio personale».

«È un sogno che diventa realtà - aggiunge - mi viene la pelle d’oca anche ora se ci penso. La maratona non è paragonabile con niente. Non si sente la fatica. Io non avevo velleità di successo e l'ho affrontata con il sorriso e ho fatto anche 100 metri all'indietro. Nel 2004 sono arrivato 27°, mentre a Pechino nel 2008 sono finito sessantesimo perché ho sbagliato tattica: sono partito forte, mettendomi nel gruppo dei migliori per i primi 10.000 metri ma alla fine ho pagato questo atteggiamento».

Cosa si sente di consigliare a Stefano dall'altro della sua esperienza? «Di rimanere tranquillo, di evitare il gruppo di testa: ti ammazzano. Durante il nostro allenamento mi ha confidato di volere rimanere attaccati a Pertile, un atleta esperto, un buon treno. Per non rischiare niente devi avere il tuo ritmo regolare, senza strappi. Ogni maratona è un esame: anche se stai bene fisicamente è un’incognita e devi scegliere il gruppo buono. Un’ultima cosa. Stefano deve partire sapendo che c’è da soffrire, altrimenti non la finisce. Ma questo credo che lo sappia già».

Gli sms di Valentina. In questi giorni Stefano La Rosa ha comunque potuto contare sulla vicinanza degli amici. Tra questi c’è l’ultramaratoneta della Track & Field, Valentina Spano, che si tiene costantemente in contatto con l'azzurro e con la fidanzata a suon di sms. «Negli ultimi messaggi - dice Vale, che ha partecipato recentemente al campionato italiano delle 24 ore - ho raccomandato Stefano di vivere il momento passo dopo passo. Deve essere consapevole di essere sul tetto del mondo ma di non poter gareggiare per una medaglia. Nei momenti di difficoltà deve solo guardare l'asfalto. Voglio che sia tranquillo e che capisca che è un’occasione unica, si deve godere l’esperienza dall'inizio alla fine. Per lui è comunque una grande vittoria». «Per me è una gara corta - conclude Ultravale - ma a La Rosa consiglio di bere con regolarità, perché durante il percorso troverà tanto caldo e occorrerà stare attenti alla disidratazione. A Stefanino voglio dire un'ultima cosa. Un maratoneta deve pensare “qui e ora”, sentire solo il rumore dei propri passi sull'asfalto, non pensare ai chilometri che mancano. Superare la crisi, andare oltre la fatica. Questa è la magia della maratona».

L'augurio di Taliani. «Arrivare tra i primi dieci sarebbe un risultato straordinario - dice l’ultramaratoneta Massimo Taliani, portacolori del Marathon Bike, capace di percorrere 700 chilometri in sei giorni - l'Olimpiade è la gara più bella che ci sia e Stefano, che sa il fatto suo, può mettere a frutto l'esperienza. È un atleta unico e può regalare una bella soddisfazione all'Italia».

I consigli di Gianni Natale. Gianni Natale, direttore tecnico della Ymca e preparatore atletico della nazionale di baseball, da anni è il maestro di Joachim Nshmirimana, che ha preparato anche per le due Olimpiadi e nessuno meglio di lui sa come si prepara una gara così impegnativa: «Stefano - dice - si è allenato bene per questa disciplina, cui si è approcciato nella seconda parte della carriera, dopo essere stato protagonista dei 5.000 e dei 10.000. A mio parere ha un’ottima predisposizione per questa distanza». «A Rio de Janeiro - aggiunge Natale - farà molto caldo. Stefano dovrà innanzitutto essere tranquillo, consapevole delle sue possibilità. Per non correre rischi dovrà assumere un mix di zuccheri e acidi grassi e nel corso della corsa dovrà bere molto, zuccheri e sali minerali, ogni cinque chilometri, anche senza sentire lo stimolo. Il momento più difficile? Dal punto di vista fisico al 35° chilometro, ma se ci si è alimentati a dovere sarà più facile superarlo bene. Sono convinto che il nostro amico può portare alto il nome dell'Italia e di Grosseto. Gli mando un grosso in bocca al lupo».

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