Il dolore
Ombrellone selvaggio, ancora proteste
Turista denuncia: «Non è possibile nemmeno stendere un telo: le regole ci sono ma nessuno le rispetta»
FOLLONICA. «Questo posto è mio e basta». Corsa all’ultimo spazio libero nelle spiagge follonichesi, l’abitudine di svegliarsi all’alba per piantare ombrelloni e lasciare sdraio continua e nessuno interviene.
Ore cinque di mattina, ancora sul litorale non c’è nessuno e la spiaggia è una distesa di sabbia. Ma bastano pochi minuti che l’arenile si riempie di attrezzature, che poi restano incustodite fino a quando chi le ha lasciate non inizia, con tutta tranquillità, la sua giornata di mare.
Un’usanza che purtroppo ogni anno causa litigi sul litorale follonichese, sì perché di contro c’è chi invece nel rispetto delle regole, arriva al mare la mattina, magari anche presto, e vorrebbe avere un piccolo spazio dove stendere il proprio telo o magari piantare un ombrellone.
Le norme prevedono infatti che fino alle 8.30 non si possano lasciare materiali da spiaggia lungo l’arenile, ma a quanto pare i più non le rispettano e proseguono imperterriti a mettere la sveglia alle 5 e scendere in spiaggia per accaparrarsi il posto migliore, quello più vicino alla battigia, dove chiaramente c’è meno caldo. «Le spiagge sono diventate proprietà privata - racconta una turista, la signora Maria Giulia Chiti, in vacanza nella città del golfo con alcuni familiari - Non è possibile che ogni mattina io che arrivo intorno alle sette e mezza debba discutere con qualcuno solo per stendere il mio asciugamano: non ho neppure l’ombrellone, non lo porto, eppure già a quell’ora non trovo un piccolo spazio per me. E quando provi a dire che la spiaggia è pubblica ti assalgono, coalizzati, come se quell’area fosse loro e tu non potessi proferire parola. Ma è normale tutto questo? Quando arrivo io gli ombrelloni sono incustoditi e fino alle 10,30 non si vede nessuno: poi con calma li vedi arrivare e come fosse uno stabilimento balneare si accomodano sotto il loro ombrellone aprendo sdraio e lettini. In tutto il tempo della mia vacanza non ho visto un solo agente della polizia municipale: ma allora chi controlla che si rispettino le regole a Follonica?». E così nascono delle discussioni che potrebbero essere evitate se solo venissero seguite le norme: le persone si arrabbiano, alzano la voce, e invece di passare una giornata di relax al mare se ne vanno arrabbiate e scocciate.
«Quello che mi fa arrabbiare è che nessuno si preoccupi di questa situazione e venga a controllare - continua la turista - Potrebbero passare la mattina prima delle 8 e togliere gli ombrelloni così smetterebbero di piantarli all'alba e invece niente: tra poco partirò e le mie vacanze sono state un continuo brontolio per uno spazio sulla spiaggia libera».
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