Sicurezza
Dormiva in aula dopo aver bevuto Prof sanzionato
Respinto in Tribunale il ricorso contro la censura I carabinieri avevano impiegato del tempo per svegliarlo
GROSSETO. Il professore si era addormentato durante la lezione. Perché aveva alzato troppo il gomito. Non lo avevano tenuto sveglio le parole dell’allieva. E per ridestarlo era servito l’intervento (ripetuto) dei carabinieri. Inevitabile la punizione disciplinare dell'insegnante, oggi poco più che sessantenne, cui era stata inflitta una censura dall’autorità scolastica. Provvedimento confermato adesso dal giudice del lavoro, che ha respinto il ricorso del professore che ne chiedeva invece l’annullamento.
Vicenda surreale quella avvenuta in un centro della provincia nel maggio dell’anno scorso e ricostruita nell’aula del Tribunale, dove è stato sentito anche il maresciallo dei carabinieri che insieme al collega «per strappare il professore dall'abbraccio di Morfeo - scrive il giudice Marco Mezzaluna nelle motivazioni - aveva dovuto fare più tentativi ad alta voce», appena quindici minuti dopo aver ricevuto la chiamata di intervento da parte del personale della scuola. L’episodio era avvenuto dopo pranzo nel corso di una lezione per i diplomi on line, la chiamata ai carabinieri risale alle 14.20: le altre insegnanti avevano spiegato al telefono che c’era un collega con i pantaloni aperti e in stato di alterazione da alcol che si era addormentato dopo essersi seduto alla scrivania, nonostante la presenza di un’allieva (che già si era lamentata per il comportamento dell'insegnante) che stava ripetendo la lezione ad alta voce. E in questa posizione l'avevano trovato i carabinieri. I quali avevano avuto conferma, dall'alito dell’uomo e dalle parole sconnesse pronunciate, dello stato di ubriachezza.
Se i pantaloni erano aperti, si era giustificato lì per lì il professore (che solo in aula ha parlato di assunzione di farmaci, nota il giudice), era solo per una dimenticanza. E a pranzo aveva bevuto appena mezzo litro di vino. Un’esagerazione, a suo giudizio, l’allarme e l'intervento dei carabinieri. I quali però avevano provveduto ad accompagnare l’uomo al mezzo con il quale aveva poco dopo fatto ritorno a casa.
Secondo il giudice, è pacifico e incontestabile che il professore «era completamente ubriaco, tanto da addormentarsi profondamente, evidentemente cullato dalle parole che l’alunna andava ripetendo». Lo stesso professore aveva confermato di aver bevuto. E siccome i carabinieri avevano dovuto fare più tentativi per svegliarlo, ciò è «prova evidente non di una lieve e temporanea sonnolenza post prandiale (del tutto giustificabile) bensì del profondo stato di alterazione, indotto dall’aver ingurgitato mezzo litro di vino, con conseguente sbronza. Essendo questi i fatti, la (lieve) sanzione applicata è del tutto giustificata da quanto accertato nel corso del procedimento disciplinare». E dunque ricorso contro il ministero e la scuola è stato respinto.
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