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Adesso anche le mucche nel mirino dei predatori

Adesso anche le mucche nel mirino dei predatori

ARCIDOSSO. Predatori attaccano una vacca a Monte Labro di Arcidosso. Le addentano un garretto, le mammelle e la coda. Un disastro. Una predazione che adesso tocca anche bestie più grandi oltre che...

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ARCIDOSSO. Predatori attaccano una vacca a Monte Labro di Arcidosso. Le addentano un garretto, le mammelle e la coda. Un disastro. Una predazione che adesso tocca anche bestie più grandi oltre che alle pecore. E il problema non si risolve.

Mercoledì, dunque, Giacomo Franceschelli, l’allevatore che ormai quotidianamente subisce predazioni e attacchi alle sue pecore, ha visto, all’alba, un “lupo” vagare vicino all’ovile: «Mi è parso un ibrido, tipo cane cecoslovacco, per capirsi e anche un mio amico lo ha avvistato. Si è allontanato e non l'ho più visto. Poi nel momento in cui stavo dando un’occhiata alle vacche, mi sono accorto che ne mancava una. È arrivata poco dopo verso la stalla. Era malconcia, anche se, fortunatamente, non in pericolo di vita. Addentata in più punti del corpo, le mammelle per prime, che sono quelle contro le quali si lanciano i predatori. Non ho visto chi l’ha addentata, ma la presenza dell’ibrido la mattina e i morsi particolari sono dimostrazione che il predatore, adesso, non esita a attaccare animali imponenti. E non è la prima volta. Sono stati sbranati asini, mangiati vitelli appena nati, divorati montoni. Cosa dobbiamo aggiungere? Ci sono dichiarazioni di Asl e forestali che le predazioni sono diminuite del 50%. Io testimonio che per me la statistica non vale. Ma posso dire che la denuncia delle aggressioni sovente non viene fatta per non pagare lo smaltimento. Testimonio che vi sono aziende che chiudono.

Fonti ufficiali continuano a sostenere che grazie alle reti di due metri, magari elettrificate, e ai cani, la questione parrebbe risolta o quasi: «Non è così - spiega Franco Mattei con un’azienda a Preselle - con le reti si va verso la stabulazione fissa. Si perde il pascolo libero che è basilare per prodotti caseari di qualità. La questione è sempre la stessa. Discussione da salotto, che non tiene conto della realtà. Il lupo questione mediatica come qualcuno dice? Da ridere. Venite a vivere un giorno nelle stalle». Si apre la bocca e si dà fiato alle trombe, secondo Mattei: «A proposito di predatori, quel che succede coi lupi succede anche per gli uccelli. C’è chi ha detto che stanno sparendo i piccoli volatili, cinciallegre, capinere, cardellini e che la colpa è della geotermia. Ma ci si rende conto che quegli uccellini se li mangiano i predatori? Nibbio, falco, cornacchia, ghiandaia. Abbiamo voluto ripopolare il cielo. Ecco quel che capita».

Dice la sua anche Dante Ricciardi, allevatore storico di Stribugliano: «L'ambiente ha una tenuta delicata che dovrebbe essere equilibrata. Abbiamo immesso specie che nulla c’entrano con la terra coltivata e curata dall'uomo. Lupi, cinghiali e caprioli. È logico che adesso vengano attaccate le vacche. Mettiamo dentro i reciti anche loro, dopo le pecore. E mettiamo nei recinti anche noi poveri mortali». (f.b.)

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