Il Tirreno

Grosseto

«Non ho affondato lo yacht dolosamente» L’imputato si difende

di Pierluigi Sposato

Naufragio del 2010 alle Formiche, c’è un altro processo L’imprenditore è stato assolto nel primo: «Corto circuito»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È stato assolto l’anno scorso per quel naufragio colposo avvenuto il 24 giugno 2010 davanti alle Formiche di Grosseto, quando la Mr Incredible II era colata a picco, su un fondale di 97 metri: l’incendio secondo il giudice era stato causato da un corto circuito imprevedibile. Era stato aperto un nuovo fascicolo: ma la Procura aveva chiesto ben due volte l’archiviazione, dato che la vicenda era stata già approfondita nel primo processo e ritenendo che non vi fossero gravi indizi di colpevolezza tali da poter sostenere un secondo dibattimento. Il gip, su richiesta della compagnia assicuratrice, aveva però ordinato ulteriori indagini.

E così Fausto Mencancini, 57 anni, romano, che quell’imbarcazione da diporto aveva condotto, adesso è di nuovo sotto accusa, per tentata truffa: l’incendio sarebbe stato doloso, secondo l’accusa, lo scopo quello di ottenere ingiustamente l’indennizzo della polizza. Cifre ingenti, visto che il massimale era di 4,3 milioni di euro.

La prima udienza, quella filtro, si è già tenuta; la prossima con i primi testimoni si terrà a marzo. Ne abbiamo già dato notizia. Ma Mencancini non è rimasto con le mani in mano. Ha preso carta e penna e ha scritto alla Procura. La sua difesa è già iniziata, insomma, già fuori dall’aula. E verosimilmente ciò che segue è l’anticipazione delle strategie che saranno dispiegate di fronte al giudice. Mencancini contesta la compagnia assicuratrice e l’agenzia investigativa incaricata, in quello stesso 2010, dalla compagnia. Gli atti di agenzia e compagnia, secondo Mencancini, «contengono una ricostruzione dei fatti in chiave accusatoria non solo in contrasto con gli esiti del primo procedimento penale ma anche non veritiera».

Ciò che non è vero, sostiene l’imprenditore, è l’affondamento intenzionale dello yacht per incassare l’assicurazione. Non è vero poi che il valore dell'imbarcazione sia stato artatamente sopravvalutato: proprio in occasione della sottoscrizione della polizza (2007) Mr Incredible II era stato periziato e valutato in 4,3 milioni di euro. Non si può inoltre sostenere, aggiunge Mencancini, che l’affondamento sia stato causato dallo svitamento delle valvole di presa a mare e di scarico. Un’affermazione che sarebbe stata ricavata da un tecnico di cantiere che non avrebbe però ripetuto quelle stesse parole davanti alla capitaneria.

C’era un movente economico? Nemmeno quello, sostiene Mencancini. Lo esclude la relazione sulla situazione economico patrimoniale della Sea Blue (la srl cui l’imbarcazione era stata data in locazione dalla Locat srl) al momento del fatto e in epoca successiva: c’era anche un utile da ripartire tra i soci, nel 2011 c’era un’altra imbarcazione da adibire a noleggio, in seguito la società ha acquistato per 4,1 milioni un’ulteriore imbarcazione similare da adibire ai medesimi scopi. Due mesi prima dell’affondamento la proprietà aveva fatto eseguire migliorie su Mr Incredibile II: «da tutti questi fatti è palese che un dolo è incompatibile». E per questo, assistito dall’avvocato Elisabetta Forlani, Mencancini chiede di fare luce su tutte le affermazioni che lo chiamano in causa e che lo hanno portato a un nuovo processo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa