Il Tirreno

Grosseto

Condannato per le molestie ai vicini di casa

Condannato per le molestie ai vicini di casa

Cartelli offensivi, il gesto delle corna, offese e la pipì del cane davanti al garage: pena di due mesi

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MONTE ARGENTARIO. Quella di Carlo era una vera e propria ossessione: ogni volta che vedeva passare i vicini di casa, per anni li aveva perseguitati facendo loro le corna, appostandosi dietro la siepe per spiarli, facendo orinare il cane sullo scale del condominio come anche davanti al loro garage. Ma il top era stato raggiunto quando Carlo aveva esposto nella facciata principale del palazzo condominiale un cartello con la scritta: “quante maialine e maialone. Per info telefonare...”. E sul cartello c’era il nome della vicina di casa. Non bastò la rimozione del cartello da parte dei carabinieri perché qualche giorno dopo ne comparve un altro, a poca distanza, anche questo ben visibile, dello stesso tenore: “Cornuto che in famiglia ha tante maiale, maialine, maialone”, con riferimento alle donne della famiglia. Anche il padre della donna, secondo l’imputazione, era stato bersaglio delle molestie.

Un comportamento risalente al 2009 che è costato a Carlo, ormai più che settantenne, una condanna a 2 mesi di arresto (pena sospesa per due anni) e al risarcimento della famiglia, 2.500 euro in via equitativa per ciascuno dei coniugi, più 4.500 euro per spese di costituzione di parte civile. Così ha deciso il giudice Andrea Stramenga a conclusione del processo avviato nel 2012, dopo che era stata respinta la richiesta di oblazione avanzata dall’imputato. In aula erano stati ascoltati non solo i coniugi che, esasperati, avevano sporto querela ma anche i carabinieri intervenuti per la rimozione del cartello, tra l’altro appeso proprio alla persiana dell’appartamento di Carlo. Marito e moglie erano preoccupati anche per il fatto che i cartelli venivano letti dalle figlie piccole, che giocavano abitualmente nel cortile condominiale.

Il giudice, nelle motivazioni adesso depositate, nota che i coniugi sono attendibili e che le loro dichiarazioni sono confermate da altri condomini, i quali hanno dato indicazioni anche sul pessimo carattere dell'imputato; i cartelli (uno in originale, l'altro solo fotografato) completano il quadro accusatorio di responsabilità. Carlo non merita le attenuanti generiche «in considerazione dell'indubbia sgradevolezza dei comportamenti molesti tenuti nei confronti dei suoi vicini, protrattisi per alcuni anni».

(p.s.)

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