Sicurezza
Polfer in servizio altrove Scalo scoperto a Ferragosto
Personale impegnato fuori Grosseto nel giorno più caldo dell’estate Un uomo, in stato alterato, infastidisce i passeggeri che chiamano i carabinieri
GROSSETO. Nel fine settimana di Ferragosto, nel quale il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha assicurato sorveglianza rinforzata nei luoghi a rischio, stazioni comprese, succede che lo scalo ferroviario del capoluogo maremmano rimanga senza il presidio della Polfer.
Un paradosso anche perché il personale della polizia ferroviaria di Grosseto, ben lungi dall’essere in vacanza, è stato in realtà impegnato in altri servizi, tra scorte a bordo treno, copertura delle stazioni di Orbetello e Follonica (anch’esse in cronica “mancanza d’ossigeno”), e servizi ministeriali.
Una coperta corta, quella del presidio di sicurezza alla stazione di Grosseto, più volte segnalata anche dai sindacati – ieri il segretario provinciale della Cisl Fabrizio Milani ha ribadito al Tirreno che «l’organico della Polfer è ampiamente sotto il livello di accettabilità» – che d’estate diventa un “fazzolettino” se sommata alla scarsa presenza del personale ferroviario. Sempre il 15 agosto l’unico dipendente delle Ferrovie presente in stazione era infatti l’addetto alla biglietteria, solitario fronteggiatore delle orde di turisti che, puntuali, si sono riversate in Maremma – o da qui sono partite – via treno.
Una situazione paradossale che ha toccato il culmine quando, poco prima delle 13.30, un uomo, visibilmente alterato, ha cominciato a infastidire le persone che affollavano la stazione e ha attraversato più volte i binari, rischiando di essere travolto dai treni.
«C’erano molti passeggeri in attesa del treno per Genova con i loro accompagnatori», spiega Giorgio Scollo Abeti, un grossetano che stava accompagnando la sua ragazza e sua figlia. «Quest’uomo prima ha urlato contro i passeggeri sulla banchina del binario 2 costringendoli a spostarsi – racconta – poi ha attraversato i binari e ha ricominciato».
L’uomo è andato a infastidire anche la ragazza di Scollo Abeti, che si è interposto e gli ha gridato di andarsene. Quindi ha ricominciato con altre persone. «È durata altri dieci minuti – spiega il testimone – poi ha riattraversato i binari. La Polfer non c’era e a quel punto ho chiamato il 113».
I carabinieri ci hanno discusso un po’, poi lo hanno accompagnato fuori. L’uomo è conosciuto alle forze dell’ordine e al personale della stazione, nei pressi della quale si aggira spesso. «Per quanto ne sappiamo poteva anche avere un coltello – dice Scollo Abeti – ed è stato lasciato libero di scorrazzare».
Dell’episodio è stato informato l’assessore al governo del territorio Fabrizio Rossi.
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