Toscana
Cane chiuso in auto, maxi mobilitazione al Porto di Scarlino
Due ormeggiatori lo liberano dopo quasi due ore di tentativi. Era legato con il guinzaglio, al sole, dentro al portabagagli
SCARLINO. Il suo Sos non è caduto nel vuoto: lo spirito di autoconservazione che Madre Natura assegna a tutti gli animali l’ha spinto a chiedere aiuto e l’ha guidato verso la salvezza. Chiuso in un’auto sotto il sole, costretto in uno spazio angusto, bloccato nei movimenti dal guinzaglio, un cane non si è dato per vinto e ha cominciato ad abbaiare: così è stato notato. Il più sembrava fatto, ma prima di lappare una ciotola di acqua ci sarebbero volute quasi altre due ore di attesa e una vera e propria mobilitazione con tanto di coinvolgimento di una torre di controllo.
Aiuto, sono qui. Siamo al porto di Scarlino. È mattina e il sole è già alto (faceva caldo martedì 16 agosto al Puntone, come ovunque). C’è un’automobile – una Renault Kangoo – parcheggiata davanti alla piazzetta del porto: è stata lasciata lì, parallela al marciapiede, quando i posti auto riservati ai proprietari delle imbarcazioni sono a lisca di pesce. La vettura viene notata da alcuni dipendenti della Marina di Scarlino che, contemporaneamente, avvertono l’abbaiare del cane. Eccolo lì: è sul retro della Renault Kangoo, costretto a stare sotto il sole sul copri-portabagagli.
La mobilitazione. Due ormeggiatori della Marina di Scarlino cominciano a darsi da fare per liberare la bestiola. Cercano i proprietari al bar e sotto ai negozi del loggiato del Puntone. Si aggiungono passanti che vogliono dare un contributo per liberare il cagnolino. Viene contatta la Polizia Municipale, ma gli agenti in strada sono bloccati a gestire il caos del traffico al semaforo del Puntone. Passano i minuti. Il sole è sempre più caldo e Fido appare sempre più sconsolato e ansimante. Comincia un filo diretto tra gli ormeggiatori e la torre di controllo della Marina, che chiede se si deve intervenire per ottenere la rimozione coatta della vettura e il soccorso di un veterinario.
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Il finestrino. Al cane è stata lasciata una ciotolina d’acqua, ma l’acqua è finita. Il finestrino del guidatore è giù, ma l’amico a quattrozampe è costretto lassù sul bagagliaio, sotto il sole delle 11 di una mattina di agosto, anche perché legato al guinzaglio. Non si può attendere oltre: gli ormeggiatori riescono ad aprire il portellone della Kangoo (che non è chiuso a chiave). Lui è salvo. Respira a bocca aperta e dagli addetti della Marina gli viene servita una bella ciotola di acqua fresca. Sul collare c’è un numero di cellulare: quello dei proprietari, che vengono chiamati. Gli ormeggiatori li attendono: hanno salvato il quattrozampe ma non vogliono lasciare l’auto incustodita.
La folla. Arrivano i padroni del cane: una coppia, marito e moglie, proprietari di un’imbarcazione attraccata al porto. Davanti agli occhi degli ormeggiatori, la gente li insulta per aver lasciato il fedele amico in quelle condizioni: in effetti il finestrino era tirato giù, l’acqua gliela avevano lasciata (anche se era finita); però Fido poteva disidratarsi, poteva soffrire, forse ce l’avrebbe fatta lo stesso, ma chissà. È andata bene, grazie agli uomini della Marina.
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