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Immigrati a Capalbio, l'assessore Bugli al sindaco: "È un'opportunità"

Immigrati a Capalbio, l'assessore Bugli al sindaco: "È un'opportunità"

L’assessore regionale replica sull’arrivo di migranti nel borgo dei vip. Il sindaco smorza i toni: "Chiediamo di essere coinvolti, niente di più"

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CAPALBIO. Fa discutere quel «Ci rovinano l’appeal» detto dal sindaco di Capalbio Luigi Bellumori a proposito dell’arrivo di una cinquantina di migranti nella suo borgo, perla della Maremma. Le prime reazioni arrivano da Firenze: dalla giunta del governatore Enrico Rossi.

A rispondere al primo cittadino del municipio più a sud della Maremma – e ad alto tasso di frequentazioni non solo vip ma anche blasonate – è Vittorio Bugli, assessore toscano alla presidenza e all’immigrazione. «Accogliere questi migranti in una realtà come quella di Capalbio – afferma l’assessore toscano – potrebbe essere l’opportunità di diventare un esempio di accoglienza». Risponde Bellumori: «Le parole di Bugli vanno nel nostro solco».

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Bugli: una chance. «La vicenda che interessa Capalbio – dice Bugli – è comune a tante altre realtà toscane. E in una situazione così complessa è opportuno che tutte le comunità diano il proprio contributo, secondo la filosofia del modello toscano dell’accoglienza diffusa». Nella vicenda molto ruota intorno al fatto che Capalbio è una méta tradizionalmente un po’ elitaria. «Lo sappiamo bene – prosegue l’assessore – ma sono sicuro che la cittadinanza, di elevato livello culturale e di alte responsabilità sociali, ha tutte le caratteristiche per rispondere all’accoglienza» magari, aggiunge, telefonando al numero creato dalla Regione per offrire accoglienza in famiglia, oppure mettendo a disposizione abitazioni sfitte. «Sono sicuro – aggiunge ancora Bugli – che il sindaco potrà lavorare insieme alla comunità per trovare soluzioni alternative, se quella prospettata dalla prefettura, ancora definitiva, non trova gradimento».

Ed ecco che Bugli indica quella che può essere una chance. «Capalbio – conclude Bugli – può diventare un bell’esempio e dare una pronta risposta, dal basso, come mi sembra sia anche nelle cose dette da Nicola Caracciolo. Sarebbe insomma un bel gesto di comunità. Se questo non avviene, si lascia spazio all’unica modalità possibile, che è quella dei bandi, purché sempre in un’ottica di accoglienza diffusa». La Regione ha istituito il servizio “Accoglienza migranti”, per registrare le disponibilità di famiglie ad accogliere (055/4383030, da lunedì al venerdì, 9-12; giovedì 14-17).

Bellumori risponde. «Le parole dell’assessore Bugli – interviene il sindaco di Capalbio – vanno nel senso indicato dalle nostre dichiarazioni pubbliche di questi giorni. E ci sembra che esse rappresentino un buon punto di partenza per una discussione franca e fruttuosa. L’assessore ora presenta una modalità diversa rispetto a quella seguita dalla Prefettura. E cioè che sia il Comune a prendere l’iniziativa di trovare una soluzione alla questione, e solo nel caso che questa iniziativa “dal basso” non riuscisse si dovrebbe fare ricorso allo strumento del bando».

Bellumori vuole sottolineare anche altro: «Capalbio – dice – non si è mai mostrato insensibile all’accoglienza. Le nostre perplessità sono sulle modalità che hanno accompagnato l’operazione: l’assoluta e incomprensibile riservatezza delle fasi preliminari, il divieto al sindaco di accedere agli atti dell’iter. Abbiamo espresso dissenso sul numero di migranti: pensiamo debba esserci una distribuzione razionale e sostenibile. La politica non può abdicare sempre a un interesse maggiore. Il sindaco sponde ai propri cittadini sempre e comunque e nel loro interesse. La dichiarazione dell’assessore regionale Bugli ci trova quindi perfettamente d’accordo, la questione va affrontata con la partecipazione attiva e diretta del comune, che intende a questo punto richiedere l’apertura in Prefettura di un tavolo di discussione a tre: Prefetto, Regione, Comune».

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