Il dolore
Il Palio dei ciuchi va alla contrada Ventosa
Roccatederighi, trionfa il fantino Andreini con il somaro Benvenuto rompendo un digiuno lungo 16 anni. Pubblico record a bordo pista
ROCCATEDERIGHI. La contrada Ventosa, con il fantino Lorenzo Andreini - al secolo Florenzio - e il somaro Benvenuto, ha vinto il palio storico dei ciuchi di Roccatederighi, togliendosi la cuffia della nonna dopo 16 anni di digiuno. L’ultima vittoria l’aveva conquistata il padre Andrea “Cupatino” Andreini nel 2000. Una festa indimenticabile quella organizzata dagli Zozzi per celebrare il 12° drappellone, dipinto quest’anno dai ragazzi delle scuole elementari di Sassofortino. E’ stata una serata ricca di cronaca, quella di domenica 14 agosto, con pubblico record a bordo pista, il fotoservizio di un reporter di livello internazionale come Franco Origlia (Getty Images), il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola tra i monturati e qualche immancabile polemica a fare da contorno alla corsa.
Negli annali vengono archiviate tre carriere equilibrate, ricche di colpi di scena, con le due favorite dal sorteggio del mattino (Torre e Tramonto) subito fuori a causa di una partenza infelice e prestazioni inferiori alle attese di Barracus e Rimini. “Florenzio” Andreini, non ancora ventenne, fino a oggi sempre sfortunato nei palii precedenti, stavolta ha dato prova di indubbia bravura. La prima carriera l’ha vinta il Corso, grazie a una partenza bruciante del binomio “Mazzanera” Bertini/Romano, poi è stato un crescendo giallo-blu, con due inequivocabili carriere culminate con l’abbraccio dei tanti sostenitori della Ventosa. Nella seconda batteria, i detentori del Corso sono finiti stretti nei primi metri di pista dai binomi di Ventosa e Nobili, che poi hanno mantenuto agevolmente le prime posizioni. La finale è stata senza storia. Florenzio in groppa a Benvenuto è partito in testa riuscendo a tenere a bada l’unico avversario rimasto. Eccellente il debutto dell’altro giovanissimo - Nanni Ballerini (su Karim) - a cui i Nobili avevano dato una chance e che ha dimostrato davvero di saperci fare.
Lorenzino, dopo il padre Andrea e il nonno Umberto (che corse e vinse per la Ventosa negli anni `50), entra di diritto nella storia della Giostra, rinverdendo una saga familiare senza fine. Solo quattro le partenze false, con il mossiere esordiente Tiziano Stacchini di San Vincenzo che ha ricevuto i complimenti degli organizzatori e dei contendenti; si è fatto rispettare, ha visto bene, non è stato oggetto di contestazioni, come invece era successo in altre edizioni.
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Ma il Palio storico del 2016 è stato anche altro: la prima volta dei somari di Querceta (della scuderia Ferrari), la prima bambina a vestire le montura da paggio (con il rione Torre), il discusso caschetto del fantino del Corso. E poi la festa improvvisata e bellissima nell’aia di via della Repubblica, proprio come 16 anni fa. Consensi e applausi per il corteo, le chiarine, gli sbandieratori e i tamburini locali e per il gruppo di Montiano, che ogni anno omaggia Roccatederighi con la sua elegante sfilata. Lo speaker Mario Semplici ha commentato con competenza per oltre due ore. A leggere la grida del Palio è stato il capitano del popolo Bruno Marini. Rispettate da capitani e contradaioli le consegne del magistrato Stefano Bonelli: non ci sono stati disordini o maltrattamenti agli animali (qui le fruste sono bandite da anni). Solo una calorosa partecipazione alla kermesse. Come sempre, del resto. Soddisfatta la presidente della pro loco Gloria Semplici, che a novembre lascerà l’incarico.
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