Il Tirreno

Grosseto

Idea, facciamo un comune con tre porti

Castiglione, il consigliere Tavarelli vagheggia la fusione con Scarlino. Ecco quali sarebbero i vantaggi

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Idea, facciamo la fusione tra Castiglione della Pescaia e Scarlino così nasce un unicum: un municipio con tre porti. È la proposta, anzi, il sogno, di Fabio Tavarelli, capogruppo di maggioranza nel consiglio comunale di Castiglione della Pescaia; il sindaco Giancarlo Farnetani gli ha delegato, per il secondo quinquennio, di occuparsi della pianificazione e del paesaggio; e gli ha anche chiesto di assisterlo in alcune questioni come la fusione con altri comuni. Mentre a Capalbio ci si impensierisce per l’arrivo dei migranti, vediamo che aria si respira nell’altra perla della costa maremmana.

Tavarelli, cosa devono aspettarsi i castiglionesi da questo secondo mandato?

«Negli ultimi cinque anni Castiglione è riuscita a uscire dalla crisi grazie alla scommessa sul turismo sportivo. Per migliorare ancora, l’amministrazione dovrà elaborare, con gli operatori, un progetto di accoglienza di alta qualità, mirato ai paesi europei, che implementi i flussi turistici nella bassa stagione. Andranno rinnovati i servizi, con maggiore attenzione ai percorsi e all’offerta delle cose da fare: dal trasporto da e verso stazioni e aeroporti, alla mobilità locale. Gli ingredienti non mancherebbero. La partita si gioca tutta sulla qualità. Castiglione ha un territorio ricco, a un’ora dalle città d’arte, nel mezzo di una rete museale d’eccellenza, affacciato sull’arcipelago toscano. Si può davvero fare molto, la rete aiuta chi ha idee. Il ruolo dell’amministrazione comunale sarà centrale, sia come regia del progetto che come sprone all’attuazione; il sindaco ha scelto la persona giusta: Susanna Lorenzini».

Cosa bolle nella pentola della pianificazione territoriale?

«A Castiglione negli ultimi anni abbiamo rinnovato gli strumenti urbanistici, dal piano strutturale al regolamento urbanistico a quello edilizio: lo sviluppo è scritto lì; e cioè, potenziamento delle infrastrutture, porti in testa, e implementazione dell’accoglienza turistica professionale. La parola d’ordine è: produzione di reddito e no alla rendita. Nulla è cambiato. Le lottizzazioni edilizie appartengono agli Anni Settanta. Ci aspettiamo invece molto dalle trasformazioni e dai recuperi».

Il sindaco le ha dato la delega al paesaggio: ma che significa questa delega?

«La bellezza è il più grande bene del nostro territorio, abbiamo fatto poco per averlo e tanto per metterlo a rischio. Oggi siamo finalmente convinti di doverlo tutelare davvero. E farlo significa proteggere tutto ciò che abbiamo: il brutto svilisce anche ciò che c’è intorno. Chi progetta o costruisce male andrebbe messo alla gogna: con la scusa di dover far presto o spendere poco si tirano su degli orrori che poi fanno pentire. Di sicuro non dobbiamo abbassare la guardia.

E la famosa fusione?

«È ancora tutto da fare, alla fusione ci sia arriva con il tempo non da un obbligo giuridico o di rispetto di un vincolo contabile. Il mio sogno sarebbe cogliere al volo la necessità di fondersi di Scarlino che ha meno di 5.000 abitanti, e creare il comune dei tre porti. Ma, ripeto, è un percorso tutto da vedere».

A Capalbio sono preoccupati dai migranti e a Castiglione lo siete?

«Noi i migranti li abbiamo da quasi un anno. Il sindaco Farnetani, prima di riceverli, ha incontrato i cittadini per rassicurarli e mi pare che non si sia registrato nessun inconveniente. Mentre capisco la preoccupazione del sindaco di Capalbio Luigi Bellumori che è il primo cittadino di un piccolo centro che ha forse bisogno di tempo per accettare l’idea, devo dire che l’opposizione all’accoglienza è spesso strumentalizzata, e pone un falso problema, che serve ad allontanare l’attenzione da quelli reali. Il vero tema è la solidarietà, il resto sono chiacchiere di chi cerca un ruolo cavalcando le paure della gente».

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