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Asilo del Pollino, il sindaco tende la mano

Asilo del Pollino, il sindaco tende la mano

GROSSETO. «Nella vicenda della scuola del Pollino abbiamo dimostrato fin da subito disponibilità e volontà di ascolto. Come ultima in ordine di tempo, giovedì abbiamo dato conferma a un genitore che,...

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«Nella vicenda della scuola del Pollino abbiamo dimostrato fin da subito disponibilità e volontà di ascolto. Come ultima in ordine di tempo, giovedì abbiamo dato conferma a un genitore che, con l’assessore e i tecnici, incontreremo tutte le famiglie per spiegare l’intera faccenda prima possibile».

Così interviene il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna dopo le proteste dei genitori dei bambini che fino a giugno hanno frequentato la scuola materna del Pollino. La scuola è stata chiusa una decina di giorni fa e i bambini trasferiti (al momento sulla carta) in un asilo a Barbanella, ma ai genitori, che avevano già iscritto i propri figli, la notizia è stata comunicata solo a cose fatte.

Ieri la protesta più eclatante: un padre ha detto di essere pronto a restituire al sindaco la carta d’identità perché non si sente più rappresentato.

Vivarelli Colonna tende una mano. L’incontro – spiega il Comune in una nota – è calendarizzato secondo le disponibilità dei vari soggetti interessati, alcuni dei quali non sono in servizio e rientrano dopo Ferragosto. «Il Comune di Grosseto – dice l’amministrazione – conferma la massima disponibilità per l’immobile per l’eventuale apertura a settembre».

Il Comune ricorda anche che la scelta di spostare i bambini della scuola dell’infanzia del Pollino non attiene all’amministrazione comunale, ma è di esclusiva competenza della dirigenza scolastica dell’istituto comprensivo Grosseto 5, a cui spetta anche la gestione del personale, sia docente che ausiliario. Il Comune è solo proprietario della struttura e fa la manutenzione.

«Siamo impegnati per quanto ci compete – dice Vivarelli Colonna – e desideriamo incontrare tutti i genitori. Non ci siamo mai sottratti al dialogo e ci dispiace che alcuni genitori pensino a gesti simbolici di denuncia perché avvertono distanza del Comune che invece è vigile e presente. Ma che ha competenze fino a un certo punto: spiegheremo loro anche questo».

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