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Talamone, liberata la tartaruga Bia

Talamone, liberata la tartaruga Bia

E intanto a Capalbio si attende la schiusa delle uova di un’altra Caretta Caretta

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TALAMONE. Bia, una tartaruga marina “Caretta Caretta” ospite del centro di recupero dell’acquario di Talamone, è stata rimessa in libertà dopo le cure di cui aveva bisogno: era stata trovata ferita mesi fa. E intanto sulla spiaggia di Capalbio si attende che si schiudano le uova di un’altra Caretta Caretta: grazie al sopralluogo dei tecnici del Geostudio Astier di Livorno ieri il nido è stato ben individuato.

A Talamone Bia è tornata in mare grazie alla capitaneria di porto che, con la collaborazione del Parco della Maremma e di Legambiente, le ha ridato la libertà; il rilascio della tartaruga marina è stato organizzato nell’ambito di Festambiente, il festival nazionale di Legambiente.

Le Caretta Caretta sembrano prediligere le coste maremmane: lo conferma il recente ritrovamento di un nuovo nido sulla spiaggia di Capalbio. Il 21 luglio, una coppia di turisti svizzeri arrivando in spiaggia si erano trovati di fronte una bellissima Caretta Caretta, tartaruga marina tipica anche del Mediterraneo: senza perdere tempo, avevano scattato foto e per documentare l’evento e avevano preso le coordinate precise per poter ritrovare con esattezza il nido.

Ieri alle 15.30 si è concluso il sopralluogo dei tecnici del Geostudio Astier di Livorno che ha scandagliato la spiaggia e ha rilevato la presenza delle uova. Quando nasceranno? L’incubazione è variabile mediamente tra 45 e 60 giorni e quindi, se tutto andrà bene, potremmo assistere alla nascita di altre piccole tartarughe toscane (fino ad oltre 100) a settembre. Raggiunta la battigia si dirigeranno nei mari più profondi per passare i primi anni; poche saranno quelle che riusciranno a raggiungere l’età adulta (15-25 anni) per poi riprodursi. Non rimane dunque che attendere l’affascinante evento.

«La tutela e la salvaguardia delle tartarughe marine, coordinata dall’Osservatorio Toscano per la biodiversità, rappresenta – dice Angelo Gentili della segreteria nazionale Legambiente – un segnale molto significativo della presenza di questa specie nei nostri mari. L'acquario del Parco a Talamone è un punto di riferimento significativo, e costante, per accogliere tartarughe ferite o in difficoltà, che vengono curate per poi essere reintrodotte nel loro ambiente naturale».

«Il fatto che vi sia stata a Capalbio una nuova nidificazione di tartarughe Caretta Caretta – sottolinea Lucia Venturi, presidente Parco regionale della Maremma – dimostra quanto la tutela dell’ambiente sia un fattore essenziale per conservare l’habitat di queste tartarughe marine. Il centro recupero di Talamone, gestito dal Parco della Maremma, è tutti i giorni in prima linea per curare gli esemplari in difficoltà».

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