Attenzione
Parco Centrale, altre cinquanta multe
Follonica, i turisti continuano a scambiare l’area del mercato per un parcheggio, fioccano le sanzioni da 85 euro
FOLLONICA. C’è già chi ha battezzato come il “trappolone centrale” il qui pro quo delle auto posteggiate nell’area mercatale. Una trappola la è: sabato sera sono state staccate altre cinquanta multe che si aggiungono ai centodieci verbali del fine settimana precedente.
Ogni week end l’argomento dunque torna agli onori delle cronache: moltissimi turisti passando da via Massetana pensano che lo spazio del Parco Centrale, costruito per ospitare i banchi del mercato, sia un maxi posteggio e lasciano lì i loro mezzi. Era già successo lo scorso fine settimana con oltre un centinaio di sanzioni fatte dalla Municipale: da 85 euro ciascuna e per un tesoretto di quasi diecimila euro per le casse comunali. Ed è accaduto di nuovo sabato sera con altre cinquanta multe.
Va da sé che si sia aperto ancora una volta il dibattito su quell’area: il Movimento Cinque Stelle l’ha sempre definita “central parking”, sostenendo che di parco quella zona non ha nulla e che di fatto è solo un posteggio, mentre i follonichesi si chiedono se non potrebbe essere aperto alle auto quando non c’è il mercato.
Questo fine settimana a Follonica c’erano moltissimi turisti e il Parco Centrale si è trasformato di nuovo in un parcheggio: entra la prima auto, la seconda, la terza e così via. Chi arriva da fuori non sa la storia dell’ex ippodromo dei Pini, e non trovando posto per la vettura, decide di lasciarla dove ce ne sono altre.
«Nonostante il Parco Centrale sia un parco verde apprezzato e riconosciuto, la gente di fuori lo ha scambiato per un posteggio centrale; erano decine le macchine posteggiate sulle mattonelle e in ordine – racconta Ubaldo Giardelli, ambientalista del Golfo – Quando sbaglia una persona, è sicuramente l’errore di un singolo, ma quando sbagliano a decine forse bisognerebbe ammettere che l’errore è a monte, e sarebbe opportuno prevedere qualche correttivo. Dopo il primo episodio sarebbe bastata qualche catena, qualche paracarro divisorio o capretta con un divieto di sosta dipinto (che non compromettevano il passaggio di pedoni e biciclette). E invece non si è fatto niente. Si è preferito insistere con quello che sta diventando un trappolone per i turisti e un modo per far cassa, visti gli agenti che erano diligentemente a compilare verbali».
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