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La banda spegne 160 candeline Stasera un concerto in piazza

La banda spegne 160 candeline Stasera un concerto in piazza

ORBETELLO. Spegne 160 candeline il Corpo bandistico di Orbetello nato il 5 aprile del 1856 quando il municipio approvava il regolamento per la costituzione di una banda filarmonica. Così, mentre...

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ORBETELLO. Spegne 160 candeline il Corpo bandistico di Orbetello nato il 5 aprile del 1856 quando il municipio approvava il regolamento per la costituzione di una banda filarmonica. Così, mentre venivano costruite le prime ferrovie toscane, il Granducato di Toscana creava il catasto e la Maremma iniziava la sua bonifica, la banda di Orbetello suonava le prime note.

I festeggiamenti ci saranno a settembre. Nel frattempo, stasera alle 21, il corpo bandistico di Orbetello metterà in scena il Concerto sotto le stelle in piazza Giovanni Paolo II, accanto all’auditorium. I 52 elementi della banda suoneranno generi diversi e faranno ascoltare al pubblico Laguna, Celtic Ritual, The Star Wars saga, Ciao Albertone, Visit to George Gershwin, A night at the movies, Stevie Wonder in concert, Music e Caribbean Beat.

La banda ha alternato tempi esaltanti a momenti di profonda crisi. «Ogni volta però - racconta il presidente Enrico Mattioli - ha avuto la forza di tornare alla ribalta per essere poi insignita e acclamata in tutte le piazze dov’era chiesta la sua esibizione». Dopo un lungo periodo di assenza, la banda fu ricostituita nel 1997 come associazione musicale maestro Anteo Ercole. Il corpo bandistico lagunare è una grande famiglia nella quale ci si comporta come ci si comporterebbe a casa propria. Non ci sono limiti di età, non è necessario essere esperti musicisti. Nel gruppo c’è chi suona bene e chi lo fa meno bene, ma non ha importanza. Tutto è possibile grazie alla passione e all’amore di tutti quelli che si chiudono nelle stanze della Casa della Cultura in via Trasvolatori Atlantici e provano per ore per mettere in scena l’esibizione. «Abbiamo una scuola di musica - spiega il presidente - qui i ragazzi possono venire gratis. Forniamo anche gli strumenti. Non possiamo pretendere che una famiglia sostenga la spesa di uno strumento Se poi il ragazzo smettesse sarebbero soldi buttati». La banda è famiglia, è senso di appartenenza a un paese, è tradizione, quella che non si deve abbandonare mai.

«Le nostre radici passano anche da qui - spiega Mattioli - dobbiamo preservare certi tesori. Per questo siamo presenti nelle manifestazioni civili e religiose che si svolgono nel nostro comune e nei comuni vicini». Stasera il corpo bandistico regalerà una serata spensierata. Dietro quelle note e in attesa della musica che celebrerà il 160º anniversario c’è anche un’attività meritoria e di solidarietà. Questa sera si concluderà la raccolta fondi a scopo benefico. La somma che grazie alla generosità degli spettatori è stata raccolta verrà devoluta al Centro per lo studio della malattia del Parkinson e delle malattie extrapiramidali della clinica neurologica del policlinico universitario di Tor Vergata. (i.a.)

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