Il Tirreno

Grosseto

La sagra dell’acquacotta va... in trasferta

di Fiora Bonelli
La sagra dell’acquacotta va... in trasferta

SANTA FIORA. Grande successo, ormai abituale, ma anche qualche strascico polemico, per l’incontro, attesissimo, che il maestro Andrea Camilleri ha tenuto a Santa Fiora per parlare del caso nel...

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SANTA FIORA. Grande successo, ormai abituale, ma anche qualche strascico polemico, per l’incontro, attesissimo, che il maestro Andrea Camilleri ha tenuto a Santa Fiora per parlare del caso nel romanzo (e nella vita). Un appuntamento, quello di domenica 7 agosto, con cui Camilleri, accompagnato da Antonio Manzini e Antonio D’Orrico ha chiuso la tre giorni di dibattito sui grandi temi della contemporaneità dal titolo Notizie dall’Amiata, spalmate fra Castel del Piano, Seggiano e Santa Fiora, appunto, e che hanno riscosso un atteso successo di pubblico.

L’incontro con l’autore di Montalbano era quello più atteso dal grande pubblico: le organizzatrici Mariolina Camilleri, figlia dello scrittore, e Alessandra Sardoni di La7 avevano infatti previsto un incontro in piazza Garibaldi a Santa Fiora, che avrebbe potuto ospitare centinaia di persone. Per il cattivo tempo, però, all’ultimo momento si è dovuto cambiare programma. Tutto trasferito al teatro comunale che è in grado di contenere solo duecento persone. Ma il pubblico era molto più numeroso e alcuni sono rimasti fuori, con immaginabili proteste.

Eleonora Ornella Martino, per esempio, una grossetana che era salita sull’Amiata per sentire Camilleri, se la prende con l’organizzazione: «L’incontro con il maestro Camilleri – scrive Martino – si è trasformato in un evento a numero chiuso. Molti di noi, venuti a S. Fiora per assistervi, sono rimasti fuori perchè è stato spostato nel teatro, a causa del vento. La scelta è discutibile, dato che l’evento è stato pubblicizzato in tutta la Toscana: chi è arrivato come me da Grosseto, altri da Firenze, è rimasto fuori per mancanza di posti. La cosa assurda? Per consolazione ci siamo sentiti consigliare una cena alla sagra per otto euro: cosa che ho ritenuta molto offensiva nei confronti del maestro Camilleri e nostri».

«Discutibile – continua – è anche la non informazione dello spostamento di location. Unico cartello, quello appiccicato davanti la porta del teatro, al quale siamo giunti chiedendo informazioni qua e là. Da una piazza a un teatro di piccole dimensioni l’organizzazione doveva prevedere che molti sarebbero rimasti fuori e avrebbero dovuto fare altre scelte, come spostare la data o un semplice post su FaceBook».

L’amministrazione comunale non ci sta a prendersi le critiche e per bocca del sindaco Federico Balocchi e dell’assessora Isabella Dessalvi sottolinea che le scelte dell'’rganizzazione sono state dettate dal buon senso: «La location è saltata – dicono Balocchi e Dessalvi – perché non sarebbe stato opportuno mettere a repentaglio la salute del maestro Camilleri in un incontro alle 19 di pomeriggio, all’aperto, con un vento forte che nessuno aveva previsto. Non appena è stato deciso di spostare l’evento, nell’imminenza dell’incontro, abbiamo subito messo dei post su Facebook e cartelli a Santa Fiora. L’unica soluzione era trovare un luogo al chiuso abbastanza grande».

È stato scelto il teatro comunale: «Mi sono preso la responsabilità – prosegue il sindaco – di far entrare 300 persone anche se il teatro ne può ospitare solo 200. Non abbiamo avuto il tempo sufficiente per allestire un maxischermo all’aperto. La data, poi – aggiunge – non si poteva spostare perché sia Camilleri che Manzini e D’Orrico avevano altri appuntamenti, era impensabile trovare a breve un’altra data. Ci pare di non essere per nulla in difetto. Il tempo non si governa e quello che ci premeva è stato che il maestro non avesse conseguenze di salute. È un signore di 90 anni e occorre qualche accortezza in più. Abbiamo scelto secondo buon senso».

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