Il Tirreno

Grosseto

LA FRESCHEZZA NEL PIATTO

Gamberi, totani & C. Il pescato del Tirreno sul banco del market

di Giovanna Mezzana
Maurizio Manno con una spettacolare rana pescatrice
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Maurizio Manno con una spettacolare rana pescatrice

Barche argentarine si consorziano con il Lazio per rifornire un marchio della grande distribuzione dei prodotti di giornata

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GROSSETO. Mai più spaghetti con telline del Perù o risotto ai gamberetti della Thailandia: per portare in tavola pesce del nostro mare – Il Tirreno – basta andare al supermercato. Dove? Nei tre punti vendita grossetani a marchio Conad. Che ne dite di un pesce spada con origano e pomodorini pachino o di un pesce bandiera gratinato? Fritturina di moscardini e totani o conchiglie con sughetto di sugarello? Non tutti lo sanno, ma queste prelibatezze nuotano ancora nel mare che bagna anche le coste maremmane. Ebbene, alcuni pescatori argentarini si sono consorziati con colleghi laziali. Risultato? È nato il Consorzio Ori del Mar Tirreno che porta casse del proprio pesce “pescato” – fino a 2.400 chili al giorno – in tutti i punti vendita Conad della Toscana e del Lazio (poi arriveranno anche in Sardegna): da quindici giorni anche sul banco pescheria dei tre supermercati Conad – di via Senegal, via Clodia e al centro commerciale Aurelia Antica – si trova il pescato del Tirreno.

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Il consorzio. Ori del Mar Tirreno è nato a maggio. Si sono messi insieme nove pescatori di Porto Santo Stefano, Porto Ercole, Isola d’Elba, un allevatore di Orbetello, sette colleghi laziali di Civitavecchia, Fiumicino e Ponza, e uno campano di Pozzuoli. Il Consorzio gestisce un marchio di proprietà – Ori del Mar Tirreno, appunto – in stretta collaborazione con Conad del Tirreno. «Ci ha cercato Conad – dice Maurizio Manno, vicepresidente del Consorzio, allevatore ittico, la cui famiglia ha pescherecci dal 1904 – E a noi è sembrata una buona opportunità per valorizzare la nostra filiera. Sui banchi del supermercato viene proposto alla clientela un prodotto che è davvero frutto del nostro lavoro». Senza trucchi.

Marchio e garanzie. Quando acquisiti, per esempio, gamberi rosa da una cassa con il marchio “Consorzio Ori del Mar Tirreno” hai delle garanzie. Il brand assicura: che quei gamberi sono stati pescati nel Tirreno, e c’è tanto di documentazione via Gps (in mano a Conad e per ogni cassa di pesce) che lo attesta; da pescatori che rispettano certe prescrizioni, che poi alla fine sono soprattutto regole di buon senso per avere certezze in termini di tracciabilità: «Abbiamo scelto le imbarcazioni che lavorano più seriamente» dice Manno; e che quel prodotto è di alta qualità: perché, ad esempio, è stato immerso in acqua e ghiaccio entro un’ora da quando è stato tirato su dal mare, è stato collocato in cassette a bordo del peschereccio, la catena del freddo è stata rispettata fino alla consegna nel punto vendita.

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Pescato: quando? Non c’è cibo più del pesce per il quale conta la freschezza. Che significa “pescato? «Significa – spiega Massimo Masi, responsabile reparto pesce fresco di Conad del Tirreno – che è stato pescato il giorno prima». Il pescatore esce con il suo peschereccio, fa la sua giornata, la sera arriva in porto e la mattina il pesce è sui banchi del supermercato; significa che il prodotto sta non più di dodici ore a bordo prima che l’imbarcazione attracchi in banchina.

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La varietà. Sappiate che non troverete tutti i pesci dodici mesi l’anno. Gli Ori del Tirreno rispettano la stagionalità, cosa che garantisce anche un rapporto equo tra qualità e prezzo. Il gambero rosa c’è quasi tutto l’anno, il pesce spada no. Ora si possono trovare totani e moscardini, mentre c’è penuria, invece, di calamari, pannocchie, cicale che è bene pescarle nei mesi invernali quando “corallano”, cioè depongono le uova.

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Argentario al top. Per la Maremma il pesce locale di qualità a portata di carrello della spesa è quasi una filosofia di vita. Non solo gli ori del Tirreno si trovano nei tre supermercati cittadini a marchio Conad, ma Porto Santo Stefano ha anche giocato e gioca un ruolo di prim’ordine nel Consorzio. Sono portosantostefanesi sei di nove pescherecci che hanno aderito al Consorzio; e arriva da quella frazione dell’Argentario il 25% della produzione toscana di pescato. «Per la Toscana, tutto parte dall’Argentario – nota Maurizio Tagliazucchi, responsabile pogetti locali del Consorzio Ori del Mar Tirreno – E il consumatore è molto attratto dal pescato locale, del territorio».

Sistema-imprese. «Il nostro obiettivo – continua Tagliazucchi – era quello di aggregare aziende del territorio e di caratterizzare il prodotto con un marchio. In questo quadro le singole aziende non perdono la loro identità, piuttosto, sono visibili tutte insieme». E la forza di un sistema-imprese a volte è proprio questa. «Lavoriamo ormai con 150 produttori locali – nota Paolo Degli Innocenti, presidente di Clodia commerciale srl e co-proprietario dei tre punti vendita cittadini a marchio Conad – con i quali abbiamo rapporti diretti di fornitura: frutta, salumi, formaggi, olio, miele, vino, zafferano e poi ci sono le tipicità dei prodotti Slow Food. Mancava un progetto per il reparto pescheria». Adesso c’è.

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