Sicurezza
Ettari di bosco divorati sull’Amiata
Incendio durante la notte anche nella pineta di Principina a Mare: è la prima volta che le fiamme scoppiano dopo il tramonto
GROSSETO.
Incendi, paura e polemiche. È stata un’altra giornata campale quella di ieri per i vigili del fuoco che hanno sentito suonare il primo allarme nel cuore della notte, poco dopo l’una. Un nuovo rogo è scoppiato nella pineta di Principina a Mare e le fiamme si sono viste da chilometri di distanza. Mezzo ettaro di bosco è andato completamente distrutto: sul posto sono intervenute subito due squadre dei vigili del fuoco di Grosseto che hanno domato le fiamme e i volontari che hanno bonificato il terreno. È la prima volta che un incendio scoppia in pineta nel cuore della notte e questo particolare ha fatto ripiombare la zona costiera di Grosseto nell’incubo piromane.
Fiamme sull’Amiata. Incendio di grandi dimensioni in località Bandita, nel comune di Santa Fiora dove ad essere attaccata dal fuoco è stata una vasta area che dall’alveo del fiume Fiora sale verso la zona de La Bella, in particolare in direzione delle cave di pietrisco. Un incendio che, pare, si sia sprigionato dentro la pineta che ricopre in gran parte quella zona e che è stato alimentato dal forte vento di tramontana.
L’incendio è scoppiato a metà mattinata e alle 15 del pomeriggio non era stato ancora possibile domarlo, nonostante l’ingente dispiegamento di forze, anche dei volontari. Fiamme alte e impossibilità di accedere sul posto per mancanza assoluta di strade che vi conducano.
Per questa ragione sono intervenuti, dapprima, due elicotteri i quali però non hanno potuto fronteggiare le fiamme e la vastità del territorio interessato, per cui sono intervenuti anche due canadair. Intanto i vigili del fuoco, i volontari e gli uomini dell’Unione dei comuni che non sono stati in grado di avvicinarsi alla zona, si sono disposti lungo la provinciale 160 per poter interrompere l’avanzata del fuoco in caso l’incendio si fosse spinto fino alla strada.
L’area interessata è disabitata, e l'incendio alle 15 era ancora a un chilometro dalla borgata de La Bella. Il timore maggiore è stato il vento che soffiava sulle fiamme.
L’assessore all’Ambiente di Santa Fiora Emiliano Lazzeroni, sul posto, commenta: «Un incendio di vaste proporzioni in una zona dove non c’era mai stata un’esperienza del genere. E la difficoltà più grande è la mancanza assoluta di strade di accesso. Per questo sono occorsi due canadair oltre che gli elicotteri».
Il fumo visibile da molti luoghi circostanti, arrivava a vedersi anche a Monte Labro che sovrasta la zona interessata dal fuoco: «Non ci sono più presidi di agricoltori e di allevatori in questa zona - commenta duramente Giacomo Franceschelli che ha un’azienda a Monte Labro. Per forza che scoppiano incendi. Hanno fatto di tutto per cacciare i pastori dai loro ovili, gli agricoltori dai loro campi. Non restano che sterpaglie. Non ci sono cesse, che una volta venivano costruite dai pastori stessi e dai contadini del luogo. Questa cosa dovrebbe far riflettere. Hanno preferito i lupi a noi. E questo è il risultato. E non si dica che era inaspettato».
Brucia anche Orbetello.Due piccoli incendi si sono sviluppati verso le 3 di notte del 12 agosto lungo la strada del Priorato nel comune di Orbetello. A essere interessate dalle fiamme una porzione di un campo che si trova fra la strada regionale 74 e la strada del Priorato e la banchina della stessa strada non lontano dalla discarica del Priorato. Le fiamme, grazie all'intervento dei vigili del fuoco, sono state domate e non si sono propagate ai terreni vicini.
La zona è negli ultimi giorni bersagliata dal fuoco. L’incendio più grave quello di domenica che ha mandato in fumo circa 200 ettari di macchia mediterranea e che ha tenuto impegnati i mezzi antincendio per alcuni giorni.
Un rogo di piccole dimensioni si era sviluppato, invece, lungo la 74 anche mercoledì pomeriggio.
A evitare il peggio era stato il pronto intervento di un volontario della Misericordia di Albinia che si trovava a passare di lì e che aveva visto partire le fiamme. L'uomo aveva agito prontamente iniziando a versare sul fuoco l'acqua di alcune bottiglie che aveva nel pick up della Misericordia. L'arrivo dei vigili del fuoco aveva poi fatto il resto.
Le indagini. Continuano a tamburo battente le indagini delle forze dell’ordine. L’idea che ci sia qualcuno dietro agli incendi che stanno devastando la Maremma e ora anche l’Amiata non è stata certamente scartata. Due persone sono state denunciate nelle scorse settimane dalla polizia: sarebbero stati loro ad appiccare le fiamme in città, in via Aurelia nord e davanti alla questura. Ma anche i roghi che stanno mangiando ettari di pineta sulla fascia costiera o appezzamenti di terreno lungo le strade che corrono verso il mare, potrebbero essere stati accesi da qualcuno. E poi ci sono gli incendi sulla panoramica di Castiglione della Pescaia, appiccati da chi ancora non ha un nome e un volto nonostante che la zona sia controllata da videocamere. Tanti i fattori tenuti sotto controllo da parte di carabinieri, polizia e guardia forestale: tra questi anche la possibilità che qualche volta la causa sia stata il mozzicone di sigaretta gettato dal finestrino dell’auto in corsa.
Ivana Agostini
Fiora Bonelli
Francesca Gori
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