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«Arsenico sotto i limiti L’acqua è monitorata»
SCANSANO. «L’acqua erogata da Acquedotto del Fiora è sottoposta a costanti controlli sia da parte del gestore stesso che dell’Asl di competenza e qualsiasi parametro che non rientrasse nei limiti...
SCANSANO. «L’acqua erogata da Acquedotto del Fiora è sottoposta a costanti controlli sia da parte del gestore stesso che dell’Asl di competenza e qualsiasi parametro che non rientrasse nei limiti previsti dall’attuale legislazione verrebbe immediatamente segnalato e sarebbe emessa un’ordinanza di non potabilità».
L’azienda interviene così su quanto pubblicato sulla presenza di arsenico nell’acqua distribuita al consorzio dell’acquedotto rurale Montepò e alla località di Pancole, nel comune di Scansano.
Il consorzio Montepò è allacciato al serbatoio di Pancole, alimentato dalla risorsa idrica proveniente dalle sorgenti di Santa Fiora. Tali sorgenti sono costantemente monitorate sia da Acquedotto del Fiora che dall’Asl: il decreto legislativo 31/2001 prevede il doppio controllo sulla qualità dell’acqua, uno interno a opera dei singoli gestori e uno esterno eseguito dall’azienda sanitaria locale. Inoltre vengono quotidianamente effettuate oltre 50 analisi ai punti di prelievo su tutto il territorio gestito da Acquedotto i cui esiti sono pubblicati semestralmente sul sito www.fiora.it nella sezione della “qualità dell’acqua”. Nell’ambito di tali monitoraggi non sono mai stati riscontrati valori di arsenico come quelli risultanti dalle analisi effettuate privatamente dal consorzio, analisi che dalle informazioni raccolte risulterebbero state effettuate su un serbatoio di proprietà del consorzio distante circa 3 chilometri dal punto di consegna del gestore. Anche l’acqua distribuita nel territorio scansanese è costantemente controllata sia dal gestore che dall’Asl e nelle analisi fatte non sono stati rilevati superamenti dei limiti previsti dalla normativa vigente. Acquedotto ricorda ai cittadini che in tutti i 56 comuni gestiti l’acqua erogata viene sottoposta, come da norma di legge, al doppio controllo gestore/Asl e che qualora venissero riscontrati parametri non conformi a quelli previsti dall’attuale legislazione verrebbe emessa un’ordinanza di non potabilità da parte dell’Asl competente.
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