Il Tirreno

Grosseto

Scuola del Pollino: esposto alla Procura

di Gabriele Baldanzi
Scuola del Pollino: esposto alla Procura

È stato presentato da uno dei genitori penalizzati da questa decisione: chiesta la verifica delle responsabilità

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GROSSETO. La chiusura della scuola del Pollino finisce in Procura. Ieri Angelo Tarquini, uno dei genitori penalizzati dalla decisione della dirigente Alessandra Marrata, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto, perché in via Monterosa, nei prossimi mesi, vengano verificati alcuni passaggi di questa vicenda.

Diverse famiglie vogliono capire bene di chi sono le responsabilità e, in seconda battuta, se si profila o meno l'interruzione di pubblico servizio.

L’obiettivo è costringere le istituzioni coinvolte a tornare sui propri passi: la scuola, il Comune, ma anche l’Asl che ha ridotto sempre di più la ricettività del plesso.

Il prossimo anno scolastico, per chi vive nel tratto di campagna tra Grosseto e Marina e ha dei figli di età compresa tra 3 e 5 anni, ci saranno dei disagi; inutile negarlo.

Angelo Tarquini, che abita al Casotto dei Pescatori, li snocciola come fossero un rosario: «Abbiamo trovato ovunque porte chiuse. Al Provveditorato non mi hanno dato neppure l’appuntamento per un incontro. L’assessora Veltroni è stata chiara di nome e di fatto, dicendo che non dipende dal Comune di Grosseto e che noi in fondo siamo dei privilegiati, l’Asl non ci spiega perché qualche anno fa in quella scuolina ci stavano 22 bambini e ora non possono andarci più di 13. Alla fine, da tutte queste chiusure, ci si rimette noi che viviamo in campagna, che già di difficoltà ne viviamo tantissime. Mi figlia, che ha tre anni, a metà agosto me la ritrovo iscritta a Barbanella senza che l’abbia deciso io. Possibile non rendersi conto di cosa significa?».

Negli ultimi giorni, sulla chiusura della scuolina materna del Pollino, c’è stato effettivamente un rimpallo di responsabilità.

Qui il 30 giugno scorso i bambini hanno fatto lezione per l’ultima volta.

Il 4 agosto la dirigente Alessandra Marrata ha comunicato ai genitori dei piccoli il trasferimento al Piazzalone, in Barbanella, nel plesso di via De Amicis. A settembre, quindi, per 13 bambini di 3, 4 e 5 anni si compirà in modo definitivo il percorso dalla campagna alla città. A questo punto i genitori vorrebbero delle risposte inequivocabili direttamente da chi comanda. «C’è davvero la possibilità di poter tornare al Pollino oppure no? - domanda Tarquini - Noi crediamo che, una volta usciti, i nostri figli non rientreranno più in quella scuola. Come già successo altrove nel passato. Però vorremmo che fosse il dirigente scolastico, insieme al sindaco, a una sola voce, a dirlo in maniera inequivocabile e ad assumersi la responsabilità della scelta». «L’amministrazione precedente avrà avuto mille difetti - commenta un altro genitore - ma non ha mai chiuso una scuola (in verità, per ragioni di sicurezza, era stata chiusa da Bonifazi la Materna della Rugginosa, ndr), anzi è stata tenuta aperta, con numeri risicati, la scuola di Batignano, mentre per Istia si fece di tutto per rialzare le iscrizioni e trovare 25 bambini, perché erano 18. Si è anche esternalizzato, ma sempre tenendo aperto. Oppure investito sul trasporto pubblico anche quando non era proprio conveniente. Su questi temi bisogna averla una sensibilità. Non si può ragionare solo in termini economici nel momento in cui si parla della sopravvivenza di un presidio scolastico a servizio di una periferia».

La prima bombetta legata alle scuole è spolettata. E siamo appena al 12 di agosto.

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