Il Tirreno

Grosseto

Sigilli alla Cantoniera Abbattuto anche il muro

di Andrea Capitani
Sigilli alla Cantoniera Abbattuto anche il muro

Porto Santo Stefano, giù il divisorio che separa lo stabilimento dalla carreggiata Proprietari esasperati: «Il Comune non ci ha mai specificato cosa dobbiamo fare»

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PORTO SANTO STEFANO. Gli operai del Comune ieri hanno abbattuto un muro che delimita il locale del Gabbiano della Cantoniera dalla strada: appena qualche giorno fa qui la guardia di finanza aveva messo i sigilli. Con questo ultimo “inconveniente” si allontana la possibilità per i gestori di aprire in extremis per l’ultimo scampolo di estate.

È stato demolito il muro di demarcazione costruito dal Comune nel 1986, che delimita la carreggiata della bretella della Cantoniera dall’attività commerciale di bar-ristorante-stabilimento, attualmente chiusa a causa di opere ritenute abusive. «In Comune hanno stabilito di farmi finire il ripristino – dice uno dei titolari, Carlo Galandrini – senza però avermi mai inviato una lettera di definizione rispetto all’accordo. Non hanno messo nero su bianco quale deve essere il ripristino. E ogni volta che mettiamo mano dicono “no, è sbagliato”. Adesso dobbiamo pensare a chiudere la zona; quel muro era stato fatto dalla protezione civile nell’86 a causa di una frana. In quell’occasione feci aprire la strada al traffico, con la protezione civile che si mise in moto per non far succedere danni. Questa corsia ha fatto sì che cittadini e turisti potessero transitare mentre, prima dell’apertura della strada, si optava per un senso unico alternato regolato da un semaforo. Noi chiediamo al Comune – conclude Galandrini – cosa dobbiamo fare».

Per garantire un servizio ai bagnanti, «è possibile noleggiare lettini e sdraio – aggiunge Galandrini – e c’è poi un piccolo ristoro ambulante, con regolare licenza, per assistere i nostri affezionati clienti che ancora vengono».

Sentiamo il sindaco: «L’ufficio lavori pubblici ha provveduto ad eliminare un muro di proprietà del Comune – spiega Arturo Cerulli – La responsabilità era dell’amministrazione. C’è un accordo procedimentale dove, se si torna ad una situazione per la quale a suo tempo era stato chiesto il condono, a quel punto verrà concessa un’apertura temporanea in attesa della definizione sia del condono (che ancora non è stato dato) sia della concessione, che in questo momento risulta non in essere. La Cantoniera chiusa è un disservizio: vorremmo che si rimedi. Per i prossimi anni prendiamo spunto per fare delle piccole aree di assistenza alle spiagge come la Bionda e il Siluripedio, creando dei piccoli casottini con bagno e doccia».

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