Il Tirreno

Grosseto

Maremma migliore minaccia lo strappo

di Francesca Ferri
Maremma migliore minaccia lo strappo

Pepi su sindaco e vice: «Con i migranti hanno fatto di testa propria. Si attengano al programma per evitare detonazioni»

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GROSSETO. Si dice che i quotidiani, il giorno dopo, sono buoni solo per incartare il pesce. Niente di più vero, per lo meno per la pagina politica che ieri ha raccolto le parole del presidente del consiglio comunale Claudio Pacella, Lega nord.

Pacella dava per inensistente la spaccatura in seno alla maggioranza di governo, assicurava compattezza del consiglio comunale e invitava a chiudere le polemiche nate intorno all’iniziativa di solidarietà di una dozzina di richiedenti asilo della cooperativa Uscita di sicurezza al Vivaio Principina dopo l’incendio. Iniziativa sostenuta dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Lista Vivarelli Colonna) e dal vicesindaco Luca Agresti (Forza Italia), ma aspramente criticata dai consiglieri Mario Lolini, Lega, e Gino Tornusciolo, Fratelli d’Italia.

Qualche copia, a dire il vero, era scampata al pescivendolo, tanto che lo stesso Pacella ieri sul Tirreno ha ribadito il disappunto per l’operazione.

Oggi, in barba alle sue rassicurazioni, lo strappo viene attestato da un’altra delle otto colonne (oltre a Lega e a FdI) che hanno sostenuto la candidatura di Vivarelli Colonna e sorreggono oggi la maggioranza: Maremma migliore.

«Hanno fatto di testa propria», dice di Vivarelli Colonna e Agresti la portavoce Francesca Pepi, che indica nell’aderenza di sindaco e vice al programma l’unica via per «prevenire il rischio di detonazioni».

«La coalizione in campagna elettorale ha presentato ai grossetani un programma politico – dice Pepi – e su quel programma ha chiesto la fiducia degli elettori... Ciascuna forza, politica o civica che fosse, ha lavorato per elaborare su ogni argomento idee che costituiscono la visione della città per Vivarelli Colonna e le liste che lo hanno sostenuto e portato alla vittoria. Dunque sindaco, vicesindaco, assessori e consiglieri di maggioranza sono vincolati a quel programma, su cui si è fondata l’alleanza... Se tutti lo rispetteranno, sindaco e vicesindaco in primis, non vi potranno essere scossoni». L’avvertimento è chiaro.

Pepi ammette che potrà esserci spazio per discussioni e confronti con le opposizioni. Ma il confronto dovrà esserci soprattutto all’interno della maggioranza. Cosa che nella vicenda dei richiedenti asilo pare sia mancato, e di ciò si cruccia Pepi che parla di «mancanza di un preventivo confronto di tipo politico in giunta e tra le forze politiche».

A riprova che in questa iniziativa sindaco e vice si siano mossi autonomamente, Maremma migliore sottolinea come fossero gli unici presenti della giunta, a parte l’assessora Mirella Milli («di Forza Italia come Agresti», osserva Pepi), ad accogliere i dodici migranti lunedì al vivaio. Milli per la cronaca, è assessora al Sociale. Pepi ribadisce come «nessun altro membro della giunta fosse presente, fosse informato, avesse condiviso il percorso, abbia detto una parola sulla vicenda».

Insomma, «forse lo strappo – dice dunque la capogruppo di Maremma migliore – non è stato provocato da chi non è moderato e ha avanzato qualche riserva sull’operazione, bensì dai due moderati che, forse poco moderatamente, hanno fatto di testa propria senza condividere politicamente una questione molto delicata... Sapremo anche perdonare una garbata smania di apparire, ma proprio perché il governo della città è affidato a una coalizione composita sui temi importanti ci si deve confrontare, sempre e comunque». Che il sindaco da solo non possa governare è, per Pepi, «un’ovvietà. Il sindaco potrà e anzi dovrà governare – conclude – seguendo il programma, condividendo scelte e iniziative con la giunta e con le forze politiche che lo hanno fatto eleggere: e ciò proprio per prevenire il rischio di detonazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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