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A Roccatederighi torna la camicia rossa del garibaldino Ricci

A Roccatederighi torna la camicia rossa del garibaldino Ricci

Il pronipote la consegna stasera alla comunità. La sua storia è raccontata in un libro la cui vendita servirà per il restauro

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ROCCATEDERIGHI. Stasera, giovedì 11 agosto, Roccatederighi vivrà un evento speciale, a suo modo storico. È in programma, infatti, la donazione alla comunità da parte del pronipote, l’avvocato senese Raffaello Mori Pometti, della camicia rossa del garibaldino Raffaello Ricci. A seguire la presentazione del libro su questo protagonista locale del Risorgimento.

A organizzare la serata sono il Comitato camicia rossa, la locale Pro loco e la Società operaia.

La storia della camicia rossa di Ricci – di cui Olivia Bruschettini curerà il restauro – merita di essere raccontata. Chi fosse interessato deve salire alla Rocca, prima per assistere alla commemorazione nel cimitero di Roccatederighi, e poi, alle 21,30, in piazza Garibaldi, alla consegna della camicia e a una sintesi della biografia di “Raffaello Ricci, un garibaldino al Tufolino”.

La pubblicazione è curata dal Comitato camicia rossa, con testi di Simonetta Soldatini e i contributi di Riccardo Baldanzi, Gabriele Baldanzi e Mauro Bartolini.

Il nome Tufolino, che compare nel sottotitolo di copertina, è riferito alla contrada di Roccatederighi in cui è nato e ha abitato Raffaello Ricci.

Il libro – che andrà ad arricchire la collezione della biblioteca comunale Antonio Gamberi di Roccastrada – è dedicato a tutti i rocchigiani che garibaldini lo sono stati nell’animo, affinché il loro entusiasmo, il loro coraggio, l’amor di patria, il loro spirito di sacrificio, i loro ideali possano essere di esempio ai giovani compaesani d’oggi.

A parlare di Raffaello Ricci sarà, come detto, il pronipote, l’avvocato senese Mori Pometti, oggi quasi novantenne. «Il nonno antico Raffaello Ricci – racconta Mori Pometti – mi riporta alla mente una infanzia singolare, quando, aprendo con orgoglio l’armadio grande della camera alta, avvertivo una sottile fierezza per avere in casa una camicia di colore rosso con quattro medaglie sul petto e un berretto, da mostrare. Succedeva così che io, innamorato di quell’indumento, facessi in modo che ogni ospite potesse apprezzarlo, rimanendo solo con lui, che ne restava in effetti visibilmente affascinato».

Già da piccolo Mori Pometti conoscevo un po’ di storia patria, che aveva reso l’Italia unita. «Conoscevo la storia di Roccatederighi – racconta – il suo tributo di uomini in ogni passaggio cruciale della storia d’Italia, perché vigeva a quel tempo l’ansioso desiderio di anticipare l’inizio degli studi. Avevo sette anni e quella particolare vicenda storica mi esaltava. Credo allora che oggi migliore destinazione al glorioso indumento non potesse essere attribuita al di là di quella oggi si concretizza attraverso la consegna nelle mani della comunità di Roccatederighi, che ne fu la compatta artefice conseguendo i manifesti risultati nei simboli e nella storia».

Il libro verrà offerto alla comunità, sarà venduto nei negozi e all’edicola di Roccatederighi e l’incasso sarà usato per finanziare il restauro della camicia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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