La strada che ancora manca a Grosseto? Per i lettori è quella intitolata a Caterina Bueno
Etnomusicologa e cantante, ha raccolto i canti della tradizione, anche maremmana
GROSSETO. Una su tutte: Caterina Bueno. È lei, etnomusicologa e cantante, instancabile ricercatrice e catalogatrice di canti popolari (nella foto), scomparsa nel 2007, la donna che più segnalata negli ultimi giorni per l’iniziativa del Tirreno “La città donna” in vista de “La Città visibile”, dedicata quest’anno all’arte delle donne, che si inaugura a Grosseto il 17 settembre.
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Per rimediare al ridottissimo numero di strade intitolate alle donne, Il Tirreno invita i lettori a segnalare nomi di donne (via Facebook o a grosseto.it@iltirreno.it) alle quali vorrebbero fosse intitolata una strada. Il primo a suggerire il nome di Bueno è Paolo Nardini, studioso delle tradizioni popolari.
D’accordo con lui Monica Tozzi e Andrea Fantacci. «Ha lavorato a lungo per salvare e riproporre i tesori della cultura orale – dicono – e se alcuni canti della Maremma sono ancora vivi lo dobbiamo anche e forse soprattutto a lei». D’accordo anche Floriana d’Amely, Antonio Bianciardi, Miriam e Paolo Murro.
Sempre Nardini suggerisce anche strade per Luigia (Gigina) Civinini (in Pacciardi), Niki de Saint Phalle, Battistina (Tina) Pizzardo, Annarosa del Corona, Fenenna Bartolommei.
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