Il dolore
La posta non arriva «Siamo al collasso»
Dura requisitoria di Confsal, la sigla dei lavoratori postali Orlandini: «L’azienda non sostituisce il personale in ferie»
GROSSETO. La consegna della posta fa acqua da tutte le parti: in tutta la provincia «Il servizio è al collasso», denuncia Confsal Comunicazioni, il sindacato autonomo lavoratori postelegrafonici. «Giornalmente riceviamo segnalazioni di cittadini esasperati – continua Confsal – che non ricevere la corrispondenza da settimane».
Le cause. Il sindacato mette nero su bianco quelle che ritiene essere le cause: «La mancata consegna della posta – si legge in una nota firmata da Doriano Orlandini, segretario provinciale di Confsal – è un evidente segno di incapacità gestionale da parte dell’azienda che non si preoccupa di sostituire il personale assente per ferie, pensionamenti, infortuni, malattia, maternità, congedi parentali...». Non solo. «A distanza di anni – si legge ancora nella nota – il management non è stato capace di risolvere la questione dei mezzi meccanici che costringe i portalettere a prestazioni a staffetta o addirittura al blocco forzoso del recapito a causa dei tempi biblici di riparazione».
Qui gli uffici postali. «Anche negli uffici postali stiamo assistendo al logoramento dei lavoratori e delle lavoratrici – continua Confsal – per il vuoto di personale. Ogni giorno assistiamo a decine di distacchi dei lavoratori e lavoratrici dagli uffici più grandi – denuncia il sindacato – per garantire l’apertura di qualche ufficio; giornalmente ci sono lavoratori che effettuano doppi turni per garantire la copertura del servizio o costretti a prolungare il proprio orario di lavoro per smaltire la clientela che si trova all’interno degli uffici dopo la chiusura al pubblico».
Clienti e lavoratori. «Purtroppo, siamo di fronte ad una dirigenza aziendale solo tesa al mantenimento delle proprie poltrone – è l’affondo – e che si dimentica dei clienti e soprattutto dei suoi dipendenti, i quali, nonostante abbiano alle spalle anni di sacrifici, devono subire tagli drastici di personale, accordi e norme contrattuali puntualmente disattesi dall’Azienda senza visibili inversioni di tendenza e la condizione economica e lavorativa dei dipendenti è sensibilmente peggiorata».
Il futuro. «Con l’insediamento del nuovo amministratore delegato – conclude il sindacato – ci si attendeva un serio piano industriale che restituisse speranza ai cittadini e prospettive, ma di fronte a simili scenari, questa segreteria provinciale Confsal-Comunicazioni non può che dare un giudizio negativo e sperare in una doverosa svolta».
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