Il dolore
Il Museo archeologico riscopre tesori
Massa Marittima, al via un inventario del patrimonio. Ecco chi sono gli esperti che cureranno l’opera di revisione
MASSA MARITTIMA. “Il Museo Archeologico verso il rinnovamento”: è con questo progetto, presentato in seno alla Regione Toscana, che il comune di Massa Marittima ha ottenuto un finanziamento di 17.000 euro, arrivando primo tra 48 richiedenti in lista tra i musei accreditati. Il bando regionale “Musei di qualità al servizio dei visitatori e delle comunità locali” prevedeva il cofinanziamento di progetti per sostenere i i musei. «Si tratta di un primo tassello di un programma più grande che porterà al riallestimento del Museo Archeologico massetano», ha chiarito l’assessore alla cultura Marco Paperini; progetto che, ha puntualizzato il sindaco Marcello Giuntini, «rafforza la nostra volontà di ampliare l’offerta culturale del territorio».
In questa prima fase, che durerà fino a dicembre, verrà svolto un lavoro di revisione della collezione; un primo passo, propedeutico alla stesura di un vero e proprio progetto di riorganizzazione, che darà la possibilità di avere piena coscienza delle opere conservate nel Museo e nei suoi magazzini. Dovrà fare un gran lavoro il Comitato Scientifico del quale fanno parte l’archeologo Giovannangelo Camporeale, noto studioso del patrimonio massetano, Simona Rafanelli, direttore scientifico del Museo Civico Isidoro Falchi di Vetulonia, Cinzia Murolo archeologa del Museo Archeologico di Piombino, Bianca Maria Aranguren, archeologa preistorica funzionario della Soprintendenza, Massimo Sozzi studioso di preistoria ed esperto numismatico e Marcella Giorgio dell’Università di Pisa. Gli esperti metteranno a punto un’opera di revisione inventariale perché nel tempo il Museo si è ingrandito, ospitando diverse donazioni e acquisizioni grazie agli scavi condotti nel territorio, ma anche perché è dalla mostra “L’Etruria Mineraria” del 1985, organizzata nell’ambito del “Progetto Etruschi”, che la sezione archeologica del Museo Civico non veniva monitorata.
«In questa prima fase verranno anche studiati per la prima volta alcuni nuclei mai indagati, come la collezione Galli e il materiale degli scavi di Poggio Castiglione, in vista di una loro adeguata valorizzazione, arrivando poi alla predisposizione di una sezione tattile, in modo da permettere ai visitatori di toccare un bene, attraverso una fedele replica di esso. Si tratterà di installazioni multimediale che comprenderanno anche suoni, rumori e descrizioni vocali in italiano e in inglese, in modo da abbattere le barriere per i non vedenti e rendere più attraente e fruibile a livello sensoriale l’allestimento» ha spiegato la direttrice dei musei Roberta Pieraccioli. Il progetto nasce in collaborazione con il Parco delle Colline Metallifere, di cui il Museo rappresenta una delle porte: «È necessario aggiornarsi e adeguarsi al pubblico che cambia nel tempo – ha detto il presidente del Parco Lidia Bai – per questo è fondamentale lavorare insieme per fare rete e rendere i beni fruibili a tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
