I genitori sul piede di guerra «Nessuno ci aveva avvisati»
GROSSETO. Intanto i genitori dei bambini della scuola del Pollino sono sul piede di guerra e vogliono mobilitarsi per non far passare “liscio” quel che succede. Mal digeriscono la notizia della...
GROSSETO. Intanto i genitori dei bambini della scuola del Pollino sono sul piede di guerra e vogliono mobilitarsi per non far passare “liscio” quel che succede. Mal digeriscono la notizia della chiusura ma soprattutto le modalità con cui sono stati informati. Anzi, non informati.
È stata - dicono - una doccia fredda di cui nessuno aveva avuto sentore. Il dito è puntato soprattutto contro la scuola, nella persona della dirigente Alessandra Marrata che «avrebbe potuto informarci prima». Ma piovono accuse anche contro l’amministrazione comunale. Prende la parola Angelo Tarquini, padre di una bambina che doveva frequentare l’asilo e che - iscritta da mesi senz’alcun problema - ora si è vista chiudere la porta in faccia. lei come altri. «A marzo-aprile - dice Tarquini - avevo segnato mia figlia all’asilo: la bimba era stata ammessa e quindi era tutto ok. Mi era stato garantito che era tutto a posto ed eravamo rimasti che sarei stato convocato i primi di settembre per definire il tutto e cosa ci voleva per mandare mia figlia all’asilo. Poi ecco che veniamo convocati in via Rovetta: “venga”, ci hanno detto, e con me c’erano altri genitori. Eravamo circa 12-13. E nell’occasione è venuto fuori che l’asilo chiudeva. Tutti noi genitori siamo arrabbiati. Siamo infuriati perché nessuno ci ha contattati prima: né la dirigente né il vicesindaco o il sindaco, tutta l’amministrazione comunale insomma. Potevano contattarci, scriverci, farci sapere. Nessuno ci ha avvisati, con la dirigente che ha preso la decisione di andare lei dal vicesindaco Agresti senza far sapere nulla a nessuno. La lettera dell’Asl ce l'aveva da mesi. Cosa succede ora? Noi abitiamo al Casotto dei Pescatori: mandare nostra figlia a Barbanella è un problema. Ci siamo rivolti a Gorarella dove però non c'è posto. Le iscrizioni sono chiuse, se si libera qualcosa ci fanno sapere. Staimo tutti pensando in qualche modo di mobilitarci».
Elisabetta Giorgi
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