Il Tirreno

Grosseto

Asilo chiuso, rimpallo di responsabilità

di Gabriele Baldanzi
Asilo chiuso, rimpallo di responsabilità

Il Comune: «Comprendiamo i disagi delle famiglie ma le scelte di gestione attengono al Ministero». Insorge la Cia

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GROSSETO. Rimpallo di responsabilità rispetto alla chiusura della scuola dell’infanzia del Pollino. Qui il 30 giugno scorso i bambini hanno fatto lezione per l’ultima volta.

Il 4 agosto la dirigente Alessandra Marrata ha comunicato ai genitori dei piccoli il trasferimento al Piazzalone, in Barbanella, nel plesso di via De Amicis. Per 13 bambini di 3, 4 e 5 anni si compie in modo definitivo il percorso dalla campagna alla città. Il perché di questa decisione lo spiega l'assessore ai servizi educativi del Comune di Grosseto Chiara Veltroni.

«La scelta di spostare i bambini della scuola dell’infanzia del Pollino non attiene all’amministrazione comunale, ma è di esclusiva competenza della dirigenza scolastica dell’istituto comprensivo Grosseto 5, a cui spetta anche la gestione del personale, sia docente che ausiliario. Il Comune di Grosseto conferma oggi la massima disponibilità riguardo alle proprie competenze sull’immobile, anche per l’eventuale apertura a settembre. Noi, come proprietari della struttura, ci saremmo impegnati per i servizi di manutenzione e ugualmente faremo la nostra parte se si concretizzerà il trasferimento/trasloco».

Il Comune di Grosseto, insomma, non intende essere tirato in ballo sulle responsabilità della chiusura.

«I disagi che lamentano le famiglie interessate - prosegue l’assessore Veltroni - dipendono unicamente da scelte di gestione che attengono al Ministero dell’istruzione e agli uffici periferici; scelte che evidentemente rispondono a esigenze di razionalizzazione del personale e degli spazi. Riteniamo inoltre che si sia tenuto conto della qualità del servizio oltre che di una più agevole sostituzione in caso di assenza di insegnanti e ausiliari».

Riguardo al futuro dell’immobile la Veltroni rassicura: «L’edificio in località Pollino, laddove non accogliesse più i bambini della scuola dell’infanzia, sarà comunque al centro di un progetto di valorizzazione che ne impedisca lo stato di abbandono e vada a beneficio della collettività».

Sulla notizia della chiusura interviene anche la Cia, organizzazione degli agricoltori.

«È con amarezza che prendiamo atto della decisione di chiudere la scuola materna del Pollino; comprendiamo che si tratta di una struttura piccola, che ospita un esiguo numero di bambini, ma questo non serve a lenire la sensazione che, ancora una volta, si tende a privilegiare le aree cittadine a scapito delle campagne».

Enrico Rabazzi, vicepresidente regionale e presidente grossetano Cia, esprime con queste parole la delusione e il dispiacere.

«Non è nostra consuetudine criticare le volontà dell’amministrazione comunale di Grosseto - chiarisce Rabazzi - ma come rappresentanti del mondo agricolo non possiamo non sentirci mortificati da tale decisione».

Scelte come questa, o come quella di limitare i mezzi di trasporto pubblico dalle campagne alla città, «inevitabilmente mettono a dura prova la determinazione degli agricoltori - prosegue Enrico Rabazzi - l’impegno a lottare per un mondo più sostenibile, fatto anche di natura e campagna. Senza alcuna presunzione, crediamo che una materna circondata dal verde dei nostri campi avrebbe potuto fornire ai più piccoli quei presupposti necessari per imparare ad amare la terra e i suoi frutti».

«L’esempio dell’attaccamento a questo asilo - conclude Rabazzi - dimostra che molti genitori sentono il desiderio di affidare i loro bimbi a una struttura circondata dal verde; per questo, a nome di quel mondo agricolo che tanto fa per garantire una migliore qualità della vita, ci auguriamo che si tratti di una decisione temporanea, che sarà risanata con l’apertura dell'anno scolastico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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