Attenzione
La città del Balestro è “gettonata” e corre subito ad attrezzarsi
MASSA MARITTIMA. Anche la città del Balestro - da sempre una meta ambita per novelli sposi - inizia i preparativi per celebrare le prime unioni gay della Maremma. Gli uffici del municipio hanno dato...
MASSA MARITTIMA. Anche la città del Balestro - da sempre una meta ambita per novelli sposi - inizia i preparativi per celebrare le prime unioni gay della Maremma. Gli uffici del municipio hanno dato il via all’iter per dotarsi del registro necessario per procedere con le unioni civili, spinti da diverse richieste di prenotazione già arrivate al Comune.
I decreti attuativi della legge sulle unioni civili (ossia le linee pratiche su come attuarla) non sono ancora stati pubblicati (l’entrata in vigore è prevista per dicembre), ma la presidenza del Consiglio dei Ministri ha emesso un «decreto ponte» utile per disciplinare questa fase transitoria. Così nelle scorse settimane molte coppie gay e non solo, che vedono nella legga Cirinnà uno strumento per valere i propri diritti come coppia, hanno bussato alle porte del municipio massetano chiedendo informazioni. Dal canto loro, gli uffici hanno spiegato che ancora non erano dotati degli strumenti - il registro delle unioni civili - per poter dare il via alle procedure: e ai novelli sposi hanno spiegato che sarebbero stati i funzionari stessi a informarli nel momento in cui tutto fosse pronto. L’amministrazione sta dando l’incarico a una ditta di Montelupo Fiorentino di fornire sia il registro per le unioni civili sia l’abbonamento annuale alla modulistica che contiene i continui aggiornamenti della normativa. In quest’ottica, a Massa Marittima sono convinti di poter celebrare le unioni già da fine di agosto o al massimo da inizio di settembre. Matrimoni che si consumeranno all’atto pratico in una dichiarazione di fronte a un funzionario, a un membro della giunta o di fronte al sindaco. «Se sarò chiamato a farlo non mi tirerò indietro» dice il primo sindaco Marcello Giuntini. «Condivido la legge sulle unioni civili: credo sia una buona legge. Era ora che venisse fatta. Se tutte le forze politiche, anziché fare polemiche, avessero provveduto prima sarebbe stato molto meglio. Come è accaduto nel ’75 con il nuovo diritto sulla famiglia, quando l’intero Parlamento si diede da fare per contribuire alla sua stesura. Così doveva essere fatto anche con le unioni civili: poteva essere fatta meglio, ma rimane una buona legge». Giuntini, politico a estrazione cattolica, dice di non comprendere quei colleghi italiani che non nelle settimane seguite all’approvazione del decreto Cirinnà hanno annunciato di non voler dichiarare unioni civili. «È una legge dello Stato - dice il sindaco massetano - Noi siamo dei pubblici ufficiali e non puoi dire “io non lo faccio” altrimenti perdiamo il senso della nostra missione. Chi c’è deve celebrare i matrimoni, al di là delle idee personali». Le richieste arrivate all’amministrazione - quelle che hanno spinto l’amministrazione a dotarsi del registro - sono arrivate soprattutto da coppie italiane ma non è escluso che ben presto anche gli stranieri possano scegliere questo gioiello della Maremma per regalarsi un sì per la vita.
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