Sicurezza
Il buco di bilancio va alla Corte dei Conti
Orbetello, l’ex sindaca Paffetti e il gruppo Pd attaccano il primo cittadino in carica: «Si verifichino le responsabilità»
ORBETELLO. I documenti sul buco di bilancio trovato dal sindaco Andrea Casamenti finiscono davanti alla Corte dei Conti. A mandarli non è il sindaco in carica ma colei a cui il buco di bilancio è stato imputato, la capogruppo di minoranza, Monica Paffetti.
Ieri il gruppo del Pd - area riformista (Monica Paffetti, Luca Aldi, Anna Papini, Mauro Barbini) l’ha annunciato in una conferenza stampa. «Abbiamo inviato una segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti riguardante la questione del “buco di bilancio: avevamo chiesto al sindaco di farlo, non lo ha fatto, lo facciamo noi».
«La vicenda - spiega Luca Aldi - nasce dalle improvvide dichiarazioni di Casamenti fatte su Facebook (anche queste allegate all’esposto mandato alla Corte dei Conti), dopo pochi giorni dal suo insediamento, che accusavano Monica Paffetti di aver lasciato un “buco” nel bilancio di 500.000 euro e di esserne la responsabile, senza mai spiegare di cosa si trattasse, fino alla seduta del consiglio comunale dello scorso 6 luglio convocata per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Allegata alla proposta di delibera - continua Aldi- vi era la relazione del dirigente dell’ufficio tributi, che spiegava che nella seduta dell’assise del 29 aprile non erano state approvate le tariffe Tasi (e neppure le tariffe Tari), ma l’ufficio aveva ritenuto, sulla base di un’interpretazione normativa, che fossero prorogate le tariffe del 2015 e quindi aveva inserito l’entrata corrispondente nel bilancio di previsione, approvato dal consiglio comunale il 31 maggio. Ma lo stesso ufficio - precisa l’esponente della minoranza - in seguito a un maggiore approfondimento verificava che la proroga non era prevista dalla legge, per cui nel bilancio risultava una minore entrata di 500.00 euro. L’attuale amministrazione ha fatto pagare il 16 giugno la Tasi in misura maggiore senza la delibera confermativa e in sede di salvaguardia degli equilibri di bilancio ha chiesto al consiglio comunale di approvare le tariffe Tasi proposte dalla passata amministrazione e contro cui l’allora gruppo di opposizione di centrodestra, guidato dall’attuale sindaco, aveva votato contro». L’ex sindaca, ora all’opposizione, aveva chiesto che tutti questi atti venissero inviati all’organo controllore per la verifica delle responsabilità ma ciò non è avvenuto, «per cui - sostengono - abbiamo provveduto di nostra iniziativa a dimostrazione che non abbiamo nulla da nascondere sull’operato della passata amministrazione. Inoltre l’ufficio ha anche rilevato che la mancata approvazione delle tariffe Tari ha comportato la mancata copertura integrale del servizio rifiuti (che per legge deve avvenire attraverso l’applicazione delle tariffe) e una mancata entrata pari ad 372.566,05 euro. Pertanto chiediamo che si verifichino le responsabilità per entrambe le vicende». Non solo. «Casamenti ha distribuito delle deleghe in base all’articolo 16 del regolamento comunale. Secondo noi queste deleghe e soprattutto una, quella di Rolando Di Vincenzo, non sono regolari e non rispettano quanto previsto nel regolamento. Si è affidato a un semplice cittadino di avere rapporti con le istituzioni e reperire fondi senza che questo sia stato eletto. Il sindaco rifletta e le ritiri o almeno le affidi in maniera diversa. Poteva affidare un incarico di assessore esterno. A Di Vincenzo ha affidato la laguna che come commissario straordinario ha gestito per anni e abbiamo visto con quali risultati».
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