Attenzione
Dodici migranti in aiuto al vivaio
Volontari per pulire dopo il fuoco. E arriva anche il vescovo
PRINCIPINA A MARE. Sono arrivati a Principina a mare ieri mattina intorno alle 10, magliette arancioni, guanti da lavoro e braccia forti. Il tempo di una veloce foto di rito, strette di mano, e poi via al lavoro. Chi a spostare grossi vasi con una carriola, chi a sistemare gli espositori sbruciacchiati, sotto le indicazioni della titolare, Loretta Teresini.
Sono i dodici migranti in attesa di asilo, per la maggior parte pakistani, ospiti a Grosseto del centro di accoglienza della cooperativa Uscita di sicurezza, che si sono fatti avanti per dare una mano al Vivaio Principina, colpito sabato scorso da un incendio che ne ha devastata una buona metà.
L’eco della ferita inferta dal fuoco al vivaio è arrivata anche nel centro di via Trento, dove i migranti risiedono in attesa di conoscere se lo Stato riconoscerà loro lo status di rifugiati e permetterà loro di rimanere in Italia. Nel frattempo si danno da fare per quanto la legge lo consente, aderendo a progetti di volontariato realizzati anche dal Comune.
Proprio nell’ambito di questa collaborazione, nei giorni scorsi, quando a Principina è partita la gara di solidarietà per aiutare la famiglia Teresini a risistemare il vivaio, Uscita di sicurezza si è fatta avanti. «Appena saputo dell’incendio – dice Luca Terrosi, presidente della cooperativa Uscita di Sicurezza – è stato naturale pensare di attivarsi e chiedere la disponibilità ai ragazzi che ospitiamo che, come in altre occasioni, si sono resi subito disponibili per partecipare attivamente alla vita della comunità che li ospita». E il Comune ha subito accettato di buon grado.
«È integrazione attiva, positiva, una cosa che io sposerò sempre», dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presente al vivaio insieme al vicesindaco Luca Agresti e all’assessora alle Politiche sociali Mirella Milli.
«Siamo ancora molto provati, ma c’è più speranza perché sto avendo un aiuto incredibile da parte di amici, del Comune e della cooperativa Uscita di sicurezza che mi ha messo a disposizione questi ragazzi», spiega Loretta Teresini.
Ieri il suo vivaio era un brulicare di persone indaffarate in ogni angolo: i potini hanno iniziato a tagliare i pini e gli altri alberi secchi; commercianti e amici hanno impugnato scope e rastrelli per sistemare. E tra loro hanno cominciato a darsi da fare, tra bouganville e palme, i dodici migranti, che rimarranno per alcuni giorni.
Ma la solidarietà non è finita qui. Nel tardo pomeriggio il vescovo Rodolfo, accompagnato dal parroco di Principina Terra don Vincenzo Repici, si è recato al vivaio per portare la sua personale solidarietà e quella di tutta la Diocesi.
Il vescovo ha donato la medaglia con le immagini di San Lorenzo e della Madonna delle Grazie, patroni della diocesi, per porre sotto la loro protezione la famiglia Teresini, la loro attività e il loro duro lavoro.
«Vedere la forza di volontà di gente abituata a lavorare sodo e con impegno mi ha profondamente edificato – commenta il vescovo –. Ho sentito il desiderio di recarmi da loro per portare un segno di amicizia, conforto e solidarietà e per incoraggiarli a non mollare. Nei momenti difficili la speranza la si alimenta anche non sentendosi dimenticati o lasciati soli».
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