Il Tirreno

Grosseto

L’antieditore torna a liberare i libri

di Stefano Adami
Marcello Baraghini
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Marcello Baraghini

Dopo i mitici Millelire, la nuova sfida di Baraghini. Volumi senza copyright e senza codice a barre

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di STEFANO ADAMI

Marcello Baraghini punge ancora. Punge in un’Italia ormai apparentemente insensibile, che sembra appiccicarsi solo alle Olimpiadi e ai vestiti della Boschi. «In questo paese non legge nessuno», ha dichiarato pochi giorni fa l’ex ministro della cultura Massimo Bray. Però, però... Non è vero che solo il calcio faccia effetto: il programma calcistico di Andrea Scanzi, “Futbol”, a quanto pare, chissà perché, non lo guarda nessuno. Ha ragione Baraghini, dunque, a continuare a pungere.

Così Marcello – editore e rivoluzionario di casa sulle Colline del Fiora – ha presentato a Festambiente la sua ultima rivolta editoriale. Con Alessandro Angeli che è una delle firme di questa rivolta. “Anti editoria”, potrebbe definirla qualcuno, ricalcando espressioni di dibattiti politici. Perché i nuovi libri che Baraghini ha presentato ieri sera saranno senza codice a barre, quelle sbarrettine prigionesche con sotto un lungo numero che si trovano a piè di quarta di copertina, come su tutte le merci in vendita. Via il codice e prezzo più che “politico”: leggermente superiore ai costi di stampa.

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È una rivolta che era già iscritta nei geni di Stampa Alternativa. Nata negli anni Settanta. La prima rivolta editoriale di Baraghini portava nel mondo dei libri, di quel decennio, la protesta contro l’istituzione, la gerarchia, l’autorità.

Che uscissero dalle librerie, dalle biblioteche e dalle aule degli specialisti, i libri, e finissero nelle mani di tutti. Che insegnassero a fare l’obiettore di coscienza, a coltivare orti e giardini “alternativi”.

Stampa Alternativa prese a fare volumetti a mille lire. Sulla strada di questa prima rivolta, Baraghini ha toccato davvero corde profonde, che appartengono a tutti. Con la lettera a Meneceo di Epicuro, per esempio, la “lettera sulla felicità”. Forse fu felice il titolo, ma quel volumetto finì in tutte le mani d’Italia. In un paese, e in un periodo, che somigliava così tanto alla tarda antichità. La collana Millelire pubblicava giovani scrittori di talento, traduzioni nuove, spesso rifiutate da solide case editrici perché “non avevano mercato”. E intanto i librini di Marcello correvano veloci. Alcuni editori “di nome” scesero sullo stesso terreno, pubblicando volumi a basso prezzo. Lo fece perfino la Penguin, mettendo sul mercato, tra New York e Londra, volumetti che costavano una monetina. Ma erano in gran parte riedizioni. Libri senza vita.

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Qualche anno fa Baraghini aprì il capitolo dei bianciardini, dedicato alle scritture brevi di Luciano Bianciardi. Ed ecco ora la nuova mossa baraghiniana. “La coop sei tu”, ci spiegava anni fa una pubblicità. Il mercato siamo noi. Ricordate? Perfino Woody Allen ne fece uno, di quegli spot. A forza di essere noi la coop è arrivata, con uno dei suoi dirigenti, Poletti, perfino al governo. Baraghini, con Angeli, dice che non è vero, “io non sono la coop”. E presenta questi nuovi libri senza copyright.

Ma, diranno lettori e non, senza copyright, come fa a sostentarsi l’autore? Ah, se gli autori dovessero sostentarsi con i libri, in questo mondo, sarebbero già estinti da gran tempo, come i dinosauri.

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