Il Tirreno

Grosseto

I vacanzieri per strada con i secchi e le pompe

di Elisabetta Giorgi
I vacanzieri per strada con i secchi e le pompe

In centinaia escono dal residence e si riversano a spegnere le fiamme «Abbiamo visto passare una striscia di fumo e poi il fuoco. Non molliamo»

3 MINUTI DI LETTURA





PRINCIPINA A MARE. Bardati con bandane, cappellini e fasce che coprono la bocca dal fumo, in pochi minuti escono dal residence e si riversano per strada provando a tener buone le fiamme coi secchi d’acqua o le canne. Sono i vacanzieri di Principina a mare, quel folto popolo di maremmani doc o turisti arrivati da ogni parte d’Italia (molti da Bologna, Pisa, Firenze e nord Italia) che hanno preso casa a Riogrande e si sono trovati di fronte, ieri, all’ennesimo incendio.

È questa la prima “istantanea” ieri appena giunti in via del Delfino dopo essere svoltati dalla strada della Trappola verso Principina. Fumo, fiamme. E centinaia di persone che sono in strada coi secchi per evitare che il fuoco si propaghi ulteriormente raggiungendo - sospinto dal vento - le case di fronte. Nessuno che si tira indietro, tutti corrono ad aiutare.

«Collaboriamo tra di noi, facciamo quel che si può a spegnere i fuocherelli qui davanti e quel che potrebbe covare ancora sotto la cenere», dice un turista fiorentino accanto a una striscia nera che ha incenerito il fosso. Lì accanto, uno stuolo di volontari d’ogni età che ha appena tirato fuori dai giardini annaffiatoi e canne collegandole ai pozzi. Tutti gettano acqua sul ciglio della strada o nei campi, tirano fuori dalla cantina vecchie “motorette” e attrezzi. Ritmi frenetici. Corrono. «Ho visto passare una striscia di fumo e poi il fuoco che qua nel campo è entrato nella pineta. Io soggiorno qua» dice trafelato un anziano col secchio in mano.

Giuseppe Macaluso guida la navetta che tutti i giorni fa la spola da Riogrande al mare e viceversa. «Ero in servizio - dice - quando passando di qua mi sono trovato le fiamme davanti; c’è voluto pochissimo. Nemmeno 5 minuti dall’incrocio al vivaio. È partito tutto da quell’angolo laggiù (indica, ndr): ha fatto una specie di mulinello all’altezza di questi pini ed è stato impressionante. Fortunatamente non ha preso noi». Tutti in fibrillazione. «Non molliamo» dice Serena Biancalani di Firenze facendo avanti e indietro. Lì accanto un uomo di Vinci - a petto nudo e pantaloncini - si copre il volto e tira acqua a getto continuo.

«Io sono di Firenze, in villeggiatura da sempre - racconta il giovane Gabriele Mazzanti, maglietta verde e secchio d’acqua in mano - Ero qua davanti, ho alzato lo sguardo e guardato le fiamme. Erano alte fino ai pini, ci siamo spaventati e mobilitati tutti. Siamo usciti da Riogrande con l’acqua, abbiamo cercato di chiamare più gente possibile anche dalla spiaggia per vedere chi poteva arrivare fin qui con la bici o a piedi lungo la ciclabile. Molti verranno a darci una mano cercando in qualche modo di raggiungerci. Qui non si passa: la strada è chiusa anche perché il vento va verso la strada. Un lavoro infinito. «Questo sarà il mio 7°-8° viaggio da casa a qua e viceversa, vado a oltranza ma non mi fermo per portare più acqua possibile. Ci limitiamo a queste piccole fiammelle che sono qui davanti e che possono sempre divampare».

Polemiche si sono sollevate da più parti, ieri, per le strepaglie presenti a bordo strada e gli aghi di pino secchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa