Il Tirreno

Grosseto

Una mattinata sulle tracce degli abusivi

di Alfredo Faetti
Una mattinata sulle tracce degli abusivi

A Follonica arrivano decine di ambulanti al giorno. Ecco come si muove la Municipale

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FOLLONICA. I preparativi iniziano di buon’ora, su entrambi i fronti. Nel comando della polizia municipale, proprio accanto al Comune, alcuni agenti iniziano a indossare le divise estive (polo azzurra e pantaloni corti blu) mentre altri vestono abiti borghesi e insieme studiano quale tratto di arenile andare a controllare. Nei magazzini nascosti in altre città toscane, intanto, vengono riempiti sacchi di plastica con ogni tipo di merce: dalle collanine alle borse falso griffate, dagli occhiali da sole tarocchi a quelli di marca. Sono sacchi enormi, consegnati ai venditori ambulanti abusivi, per lo più giovani nord africani.

La giornata inizia intorno alle 9, quando alla stazione di Follonica arriva il treno regionale 2737 da Pisa, che rovescia sui binari decine di ambulanti. È impossibile contarli, perché in un attimo abbandonano i binari (anche attraversandoli) e subito dopo si dileguano nella piazza della stazione, prendendo vie sperate ma tutte dirette verso il mare.

È l’ora X e anche gli agenti della municipale prendono la via della spiaggia. Ed è proprio qui che noi li abbiamo seguiti.

I due agenti in divisa sono un puntino celeste facilmente riconoscibile a centinaia di metri di distanza, in mezzo alla folla in costume da bagno. Per questo restano ben distanti dai colleghi in borghese, che precedono il passo ben camuffati tra i bagnanti. Saranno proprio loro, gli agenti in borghese, a dover «agganciare» gli ambulanti abusivi per poi lasciare spazio alle divise a cui spetta il compito di sequestrare tutto ciò che non è in regola.

Un sistema ben collaudato questo, ma che non è riuscito ad evitare le aggressioni che si sono susseguite negli ultimi venti giorni ai danni della municipale durante i controlli sulle spiagge.

L’ultimo episodio in ordine di tempo risale appena a giovedì, quando un ambulante a Marina di Grosseto, ha minacciato gli agenti con un coltello, prima di essere stato arrestato in acqua. Gli altri due casi invece si sono consumati proprio sulle spiagge del golfo, tra il 22 e il 31 luglio, quando i vigili sono stati accerchiati e sopraffatti dai venditori durante il sequestro della merce.

Ma come è possibile che una squadra di agenti riesca a farsi sopraffare in questo modo? Semplice: perché anche gli ambulanti hanno un loro sistema collaudato. Battono la spiaggia a una discreta distanza l’uno dall'altro, ma riescono comunque a vedere il compagno che si trova davanti e quello che sta dietro: se uno dei due viene fermato, il vicino può correre in suo soccorso e a catena tutti gli altri.

«Così ti trovi da essere in superiorità numerica per intervenire ad essere in minoranza» confidano dalla municipale.

Gli agenti in divisa intanto continuano a catturare l’attenzione dei bagnanti sulla spiaggia del Tonys, nella zona di Pratoranieri. Passa un carretto che vende frutta fresca e ghiaccioli e subito viene fermato per controllare i documenti. «Tutto in regola, buon lavoro». «Grazie, anche a voi». E i vigili passano oltre.

Il cielo è vagamente grigio e di ambulanti sulla spiaggia non se ne vedono. L’unico gruppetto sarà avvistato nella pineta vicino alla Colonia Marina, ma alla vista degli agenti a bordo della loro macchina elettrica fuggono tutti.

Non è semplice del resto controllare tutti e nove i chilometri della costa follonichese, soprattutto se quattro agenti dei venti (circa) complessivi finiscono al pronto soccorso a seguite delle aggressioni con prognosi dai cinque ai dieci giorni. È accaduto proprio questa settimana, costringendo l’amministrazione a rimarcare davanti alla Regione il problema legato al personale ridotto in dotazione al comando. «Per fare i controlli – ha detto il vicesindaco nonché assessore alla Municipale Andrea Pecorini – oltre alla collaborazione con le altre forze dell'ordine, ci vuole il personale. A Follonica siamo ad organico ridottissimo».

Pochi uomini per una mole di lavoro piuttosto enorme. Basta spulciare i numeri della merca contraffatta tra giugno e luglio: 43.000 capi con procedimento amministrativo (quindi cianfrusaglie varie, dalle collanine agli accendini) e un migliaio con procedimento penale (ergo merce contraffatta). La squadra della Municipale comunque va avanti. Dal Tonis arriva al Villaggio Svizzero, guardandosi attorno. Ma nessun ambulante su questo tratto di spiaggia. «Fosse sempre così...» sospira uno degli agenti appena rientrato in servizio dopo l’aggressione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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