Sicurezza
Pari, niente svincolo perché gli scavi costano troppo
Civitella Paganico, nei terreni del cantiere per il potenziamento della Grosseto-Siena affiorano minerali. Servono smaltimenti speciali e onerosi, Anas stralcia il "ramo"
CIVITELLA PAGANICO. Lievitano i costi di realizzazione dello svincolo di Pari lungo la Grosseto-Siena, che (prima o poi) diventerà tutta a quattro corsie. Nei terreni su cui doveva essere costruito, sono stati trovati minerali che richiedono uno smaltimento speciale, secondo una dispendiosa routine. Per metterlo in cantiere servirebbero alcune decine di milioni di euro in più rispetto alla spesa prevista: e la cifra in eccedenza non ha la copertura finanziaria. Mistero svelato, dunque: è questa la ragione per la quale Anas ha stralciato l’esecuzione dello svincolo con grande rammarico di Alessandra Biondi, la sindaca di Civitella Paganico che da anni ingoia – e cerca di far mandare giù ai suoi concittadini – i disagi frutto del protrarsi dei lavori per l’adeguamento della Grosseto-Fano, di cui la Grosseto-Siena costituisce un maxi lotto.
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Conferme e variazioni. A tre giorni dalla notizia del colpo di spugna – un fulmine a cielo sereno per Civitella Paganico, ma anche per il sistema della viabilità della Maremma che storicamente soffre di un mai colmato gap rispetto al resto della Toscana – Anas spiega le cause dello stralcio dello svincolo. Con una lettera inviata a Anas, Regione, Governo e sindaci dei comuni della provincia di Grosseto e Siena, Alessandra Biondi ha chiesto una spiegazione: lo svincolo è stato cancellato per cause tecniche o motivi economici? Le une e gli altri. Anas spiega che «è in corso di redazione una perizia – si legge in una nota della società – che non annota cambiamenti per lo svincolo di Casal di Pari, mentre prevede di non eseguire, nell’immediato, il ramo dello svincolo di Pari sul lato della carreggiata in direzione Grosseto».
Sorpresa: i minerali. E veniamo alle cause «nei terreni su cui è previsto lo svincolo – dettaglia Anas – sono presenti alcuni minerali per i quali la normativa richiede un iter di smaltimento molto dispendioso, dell’ordine di decine di milioni di euro, che al momento non ha copertura economica». La comunicazione non specifica di quali minerali si tratti: voci e post sui social network indicano la presenza di antimonio (un semimetallo).
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Lo spiraglio. In conclusione la nota della società delle strade lascia intravedere una luce in fondo al tunnel: «Sia Anas che Regione Toscana – si legge – hanno informato il ministero dell’Ambiente del problema. Si attende una risposta: nel caso in cui fosse positiva, garantirebbe il riutilizzo dell’area e il completamento dello svincolo».
La sindaca. Da mesi in Maremma si vociferava che lo svincolo di Pari era a rischio stralcio. Quando i rumor sono diventati insistenti, la sindaca Biondi è andata alla fonte: ha chiesto di essere ricevuta da Anas. Proprio nel corso dell’incontro, il 1° agosto, ha saputo la novità. «Mi è stato detto – riferisce Biondi – che in attesa del responso del ministero dell’Ambiente, sono stati costretti a stralciare lo svincolo». Che dire? «Adesso – continua – è una questione di merito, perché si tratta di garantire pari dignità e valore ai territori. E di metodo, perché come sindaco ho agevolato la società in tutti i modi, cercando di far comprendere ai cittadini le ragioni del disagio; pensiamo al crollo della Galleria di Pari il 18 agosto 2015, pensiamo al peso di garantire la viabilità alternativa, estate e inverno (con la neve) con strade che sono tutte di competenza comunale. Ecco, credo che avrei meritato un po’ più di attenzione». Insomma, la sindaca ha saputo della cancellazione dello svincolo, strategico per dare una boccata d’ossigeno al territorio, da un incontro sollecitato da lei stessa. E se non lo avesse richiesto?
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