Sicurezza
Geotermia nella terra del vino
Cinque permessi di ricerca incombono nel 100% della zona dogc del Morellino. Il comitato insorge
SCANSANO. Il colpo d’occhio è obiettivamente inquietante. Nella zona docg del Morellino di Scansano i permessi di ricerca di liquido geotermico avanzati cinque società intenzionate a costruirvi centrali a ciclo binario si sovrappongono e coprono il cento per cento del territorio comunale di Scansano e parte dei comuni confinanti. Insomma, nel peggiore degli scenari possibili, se tutte e cinque trovassero la risorsa geotermica e se tutte e cinque ottenessero il via libera a realizzare gli impianti, Scansano potrebbe dire addio ai suoi filari di viti che producono il frutto più prezioso di questa terra, il Morellino.
Uno scenario certamente apocalittico e forse improbabile, ma la preoccupazione sul territorio è tanta ed è stata uno dei temi al centro di un incontro che si è tenuto due giorni fa tra il Comitato Scansano Sos Geotermia e il capogruppo pd in consiglio regionale Leonardo Marras.
Il comitato era presente col suo portavoce Matteo Ceriola. All’incontro c’erano anche imprenditori, come Florio Terenzi, Roberto Bossi e Fiorella Ciminaghi, che hanno rappresentato l’allarme provocato dal progetto di realizzazione di un polo industriale geotermico in una zona vocata all’agroalimentare di qualità e al turismo ambientale.
«Marras – spiega Ceriola – pur confermando di essere favorevole alla geotermia e di essere convinto che in ogni comune si possa individuare un’area idonea alla realizzazione di un impianto, ha illustrato l’impegno della Regione e cioè il coinvolgimento alla copianificazione delle amministrazioni comunali interessate ai progetti geotermici, il completamento del piano energetico regionale per rendere più efficienti le centrali esistenti e porre un tetto allo sfruttamento di quelle da realizzare. Ma soprattutto, secondo lui, il piano regionale va completato da una zonizzazione delle aree per individuare quelle assolutamente non idonee alla costruzione di centrali e a questo proposito ha citato esplicitamente le zone dop e docg».
«Il comitato – prosegue Ceriola – esclude ipotesi di referendum, come invece è nei programmi del sindaco di Scansano Francesco Marchi, e ha ribadito la contrarietà all’idea di realizzare centrali in zone come Pancole o Poggio Bestiale». Il comitato è anche contrario all’ipotesi di relegare le centrali in zone meno visibili e fa notare.
Per questi motivi il comitato ha chiesto che, se verranno presentate domande di permessi di ricerca profonda, la Regione e i Comuni interessati si avvalgano del principio di precauzione.
Marras dopo l’incontro di Pancole specifica il proprio «sì allo sfruttamento dell’energia geotermica, ma nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente, dell’economia del territorio e delle scelte contenute negli strumenti urbanistici dei Comuni. Questo vale per Scansano, per gli altri comuni della provincia di Grosseto, come per tutta la Toscana. Condividiamo la consapevolezza di trovarci in un territorio unico, un ambiente ancora incontaminato e votato per lo più all’agricoltura e al turismo, pertanto l’impianto previsto a Pancole e in fase di ricerca non può essere realizzato». Il prossimo step, per Marras, deve essere l’introduzione del principio delle aree non idonee a ospitare centrali.
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