Sicurezza
Da Ondina Valla alla Montessori: ecco le proposte dei lettori per le strade da intitolare a donne
Architette, atlete, scienziate, scrittrici, poetesse, pedagoghe: i suggerimenti della rete
GROSSETO. Architette, atlete, scienziate, scrittrici, poetesse, pedagoghe. Ma quante sono le donne che hanno lasciato un solco nella storia e che meriterebbero di essere ricordate, al pari dei colleghi, con una strada o una piazza loro dedicate?
All’appello, lanciato dal Tirreno nei giorni scorsi per suggerire nomi, continuano a rispondere in tanti, soprattutto su Facebook (ma è possibile segnalare i nomi anche inviando un’email all’indirizzo della redazione: grosseto.it@iltirreno.it).
Nelle varie bacheche dove è stato condiviso il post “Poche e tutte sante: la toponomastica dimentica le signore”, il popolo della rete cita non solo personaggi ma anche biografie a sostegno delle candidature.
Con l’eco dell’apertura delle Olimpiadi ancora nelle orecchie, Cristina Mambrini suggerisce una strada per Trebisonda Valla detta Ondina, la prima donna a vincere una medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi. Era il 1936, erano le Olimpiadi di Berlino, e Ondina Valla fu la più veloce negli 80 metri ostacoli.
L’architetta Patrizia Pisino suggerisce due architette meritevoli di una strada loro intitolata. Elena Luzzatto (1900-1983), la prima donna laureata italiana in architettura nel 1925 e figura di primo piano dell’architettura italiana, e Lina Bo Bardi (1914-1992), attiva in Sudamerica. «Sono donne che hanno aperto la strada in un mondo solo maschile a tutte noi donne architetto», spiega Pisino.
Donatella Guerriero propone Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Elsa Morante, Alda Merini, Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Oriana Fallaci, Maria Bellonci, Maria Montessori. Insomma: non c’è che l’imbarazzo della scelta.
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