Il Tirreno

Grosseto

Tende in pineta ed escrementi

di Alfredo Faetti
Tende in pineta ed escrementi

La protesta dei turisti di Scarlino: «Nessuno pulisce, la spiaggia è sporca e piena di rifiuti»

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SCARLINO. Sezione 10b della pineta delle Collacchie, quella che segna il confine tra Follonica e Scarlino.

Tre tende allestite tra gli alberi con persone che dormono all’interno (quando è vietato l’accampamento), escrementi umani, sacchi stracolmi di spazzatura ben chiusi e abbandonati tra i cespugli, mozziconi di sigarette, fazzoletti, plastica e via discorrendo.

«È una vergona» dice Lori Macii, originaria di Bagno di Gavorrano e trapiantata da tempo nella provincia fiorentina, senza per questo rinunciare ogni estate a quello che definisce essere «il mio mare». «Vengo qua da anni, ma nell’ultimo periodo è davvero uno scempio» dice furiosa, riferendosi all'incredibile quantità di rifiuti trovati tra la pineta e la spiaggia. «Ho chiamato anche i vigili, ma mi hanno detto che loro raccolgono soltanto le segnalazioni e poi delegano - continua - Qua sono bravi soltanto a fare le multe alle macchine».

Siamo a Scarlino, non distanti al resort Riva dei Butteri. Qua la pineta è splendida, tanto grande da ricoprire il terreno che dalla strada arriva fino alla spiaggia.

Intere generazioni hanno trascorso qui le loro domeniche estive: tra queste anche Macii, che ogni anno torna a farsi un tuffo nel suo mare. «E ogni anno telefono ai vigili urbani per dire che la situazione è indecente, che la bellezza della Maremma non è affatto tutelata».

Le è bastato dare uno sguardo qua e là tra i pini per capire che il degrado si era impossessato dell’area.

Sulla spiaggia, poi, non va meglio. «Sono giorni che non la rastrellano e c’è di tutto, dalle cicche ai fazzoletti alle bottiglie di plastica vuote - continua la turista - Ma su questo avrei potuto anche sorvolare. È ciò che ho trovato dentro la pineta che mi ha lasciato senza parole».

Sono stati quei sacchi dell’immondizia tra i cespugli, quegli escrementi, quelle tende con i rifiuti attorno a far saltare i nervi non solo a Macii, ma anche a tutti gli altri bagnanti che ieri mattina hanno deciso di farsi un tuffo lungo la costa scarlinese.

«Abbiamo pensato di raccogliere noi qualche rifiuto, ma erano davvero troppi - racconta un altro turista - Inoltre, i cestini sulla spiaggia già alle 9 di mattina erano pieni di immondizia, sicuramente del giorno prima. Nessuno è passata a raccoglierla e potete immaginare la puzza che si sentiva vicino ai cestini».

Insomma, una giornata di relax sulla spiaggia che si è trasformata in una brutta cartolina per il territorio scarlinese. «Non c’è nessun controllo, nessuna cura del proprio patrimonio - continua la turista - Questo territorio dovrebbe essere vocato completamente al turismo e invece viene trascurato in questo modo, con i vigili impegnati solamente a fare le multe. Tra l'altro per venire qua c'è un unico parcheggio a cui poter accedere e se un visitatore lascia l'auto per tutto il giorno spende anche sette euro. E se io ci vengo venti giorni? Devo spendere un capitale?».

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