Il Tirreno

Grosseto

Fra Comune e Grifone ora volano gli stracci

di Francesca Gori
Fra Comune e Grifone ora volano gli stracci

La società chiede 3 milioni di danni, l’ente minaccia lo sfratto

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GROSSETO. A voler fare della facile ironia, si potrebbe dire che la colpa sia stata tutta di un ciuffo d’erba. Ma la spaccatura che si è consumata tra la F.C. Grosseto di Max Pincione e il Comune segna il passo di un’estate al cardiopalma per i tifosi biancorossi.

È successo un terremoto quando, due giorni fa, nella casella di posta elettronica del Comune è arrivata una Pec da parte degli avvocati del presidente, Edoardo Adducci e Ilaria Camilletti. Bisogna arrivare alla quinta pagina della lettera recapitata al Comune per capire la dimensione della faccenda, dove gli avvocati scrivono: «il sig. Pincione Massimiliano, la Fc Grosseto, la Grosseto Group Corporation e il signor Emad Fahad Saud Al Gugaither, reagendo all’ingiustificato arricchimento di cui sta godendo il Comune di Grosseto, chiedono al Comune di Grosseto il pagamento di un risarcimento del danno per l’importo complessivo pari a 3 milioni di euro, comprensivo anche del danno alla immagine e alla mancata presentazione della domanda di ripescaggio in Lega pro per la stagione sportiva 2016/2017».

Quando il sindaco e l’assessore allo Sport Fabrizio Rossi hanno letto quella richiesta sono rimasti attoniti. «È un atteggiamento fuori da ogni logica - dice il primo cittadino - La nostra controproposta era stata accettata e siamo andati incontro alla società in tutti i modi possibili. I grossetani non hanno l’anello al naso e se loro pensano di prenderci in giro hanno sbagliato uscio al quale bussare». Anche perché, il dolo del Comune, secondo la società, starebbe tutto nella modifica della convenzione per la concessione dello Zecchini e del Palazzoli per cinque anni, anziché con contratto annuale. Contratto, tra l’altro, che scade alla fine del mese e che non è ancora stato onorato dalla F.C. Grosseto. Il canone di affitto è infatti di 15.000 euro all’anno, soldi che la società non ha pagato. «Se non lo farà velocemente - dice l’assessore Rossi - attiveremo le procedure esecutive e ci faremo lasciare libero l’impianto». Il Grifone insomma, rischia lo sfratto dallo Zecchini. L’accordo che il Comune sperava di raggiungere con la società non è stato trovato, nonostante che di incontri ce ne siano stati diversi nell’ultimo mese.

I nervi tra Comune e F.C. Grosseto sono stati tesi da subito, da quando Pincione, ricevuto l’assessore Rossi allo stadio, alla richiesta dell’amministrazione di fornire un business plan per la concessione quinquennale dello Zecchini, si è alzato e se n’è andato. «Nonostante questo - dice Rossi - abbiamo preso atto delle richieste della società e abbiamo tentato una mediazione. Ma ci sono dei punti che sono irricevibili».

In un mondo reale, le richieste di Pincione sembrano un tantinello strampalate. Non tanto quella di modifica della convenzione, «sulla quale potevamo ragionare - dice ancora Rossi - dietro presentazione di un piano economico e finanziario, ma anche di un progetto sul futuro del Grosseto e che comunque sarebbe seguito da un passaggio in consiglio comunale», ma soprattutto sulle altre voci della controproposta. La società infatti aveva chiesto al Comune di diventare main sponsor della società per un importo non inferiore a 90.000 oltre all’impegno dell’amministrazione a trovare tra gli imprenditori nuovi sponsor. Oltre, ovviamente, all’adeguamento dello Zecchini e a sostituire i macchinari destinati alla manutenzione e al taglio dell’erba dell’impianto ma anche a sistemare il manto erboso. «Per permettere la modifica degli assetti societari e il ripescaggio in Lega Pro - prosegue Rossi - ho trovato, di domenica, alla società un notaio che lo facesse in tempi rapidi, e il Comune ha anche fatto un preventivo per la messa a norma dell’impianto. Abbiamo dato la disponibilità ad anticipare le cifre che servivano per l’installazione dei tornelli e delle telecamere e per la sostituzione delle lampade. La risposta che ci è stata data è stata che la società non avrebbe tagliato nemmeno un filo d’erba, nonostante che nella convenzione ci sia scritto che la zollatura e la manutenzione del terreno di gioco spetti al gestore». Ma c’è di più: anche la richiesta di ospitare il Roselle allo Zecchini per le partite in casa finché l’impianto non sarà pronto, è stata respinta al mittente. «La società si è attaccata a 3.538 euro di spesa per sistemare il trattorino - dice ancora Rossi - e di fronte a questo atteggiamento noi non possiamo prenderci una responsabilità del genere di fronte ai cittadini. I soldi del Comune sono soldi dei grossetani».

Alla richiesta, quindi, di tre milioni di euro per danno d’immagine e per le promesse che non sarebbero state mantenute dalla precedente amministrazione (che in quattro anni ha investito oltre settecentomila euro per sistemare lo Zecchini), l’amministrazione ha deciso di rispondere con una diffida. «E con una procedura esecutiva - ribadisce Rossi - se la società non pagherà quanto ci deve». Tagliando, anche, quel filo d’erba.

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