Il Tirreno

Grosseto

«Ecco gli studi che sconfessano Bagnore»

di Fiora Bonelli
«Ecco gli studi che sconfessano Bagnore»

Il consigliere arcidossino Lazzeroni contesta alcune tecnologie di trattamento dei gas incondensabili. E critica l’inaugurazione

3 MINUTI DI LETTURA





ARCIDOSSO. Corrado Lazzeroni della minoranza di Arcidosso contesta il modo di organizzazione utilizzato per inaugurare Bagnore 4 lo scorso 25 luglio e sottopone sia al sindaco di Arcidosso Jacopo Marini, sia ai tecnici di Enel green power una serie di documenti fra cui spicca una questione saliente: «È possibile reiniettare nel serbatoio geotermico, i gas incondensabili? Parrebbe proprio di sì».

In merito all’organizzazione dell’inaugurazione Lazzeroni sottolinea: «Il sindaco Jacopo Marini si è guardato bene di pubblicizzare un tale avvenimento. Forse temeva forti contestazioni?».

Secondo Lazzeroni, poi, «l’inaugurazione tardiva di Bagnore 4, centrale già attiva da tempo rimane un’azione poco opportuna, servita solo a inasprire ulteriormente gli animi». E incalza: «Le stesse dichiarazioni di Marini, grande sostenitore della geotermia, sono provocatorie o addirittura dimostrano la mancata conoscenza degli ultimi studi in materia».

E di questi studi Lazzeroni fornisce una bibliografia: «Nel lavoro del Dipartimento di ingegneria industriale dell’università di Firenze dal titolo “Improving the environmental sustainability of flash geothermal power plants a case study” di Lorenzo Bruscoli, Daniele Fiaschi, Giampaolo Manfrida e Duccio Tempesti, viene dimostrato come anche per i fluidi ad alta entalpia (la simulazione si concentra sull’impianto di Bagnore 3) si può utilizzare una tecnologia che prevede la reiniezione totale di tutti i gas incondensabili e quindi non avere più emissioni in aria. Se fossero state adottate le configurazioni d’impianto descritte nel lavoro potevano essere rispettate le direttive della Regione Toscana, senza andare in deroga, dichiarando che quanto fatto su Bagnore 4 è la migliore tecnologia al momento disponibile soprattutto per il parametro ammoniaca».

Lazzeroni cita «anche il Report greenhouse gases from geothermal power production a firma tra gli altri di Ruggero Bertani (direttore del ramo innovazione e sostenibilità di Enel green power) dove viene detto che i gas incondensabili possono essere reimmessi nel serbatoio geotermico. Sempre in questo lavoro di caratura internazionale, vengono messe in risalto le criticità del monte Amiata, citando anche il lavoro di Bravi e Basosi “Enviromental impact of electricy from select geothermal power plants in Italy” i quali sostengono tra l’altro che su Bagnore 4 non è stata adottata la migliore tecnologia disponibile».

E infine il consigliere cita l’articolo “Geotermia d’impatto” del 2015 apparso sulla rivista QualEnergia dove è scritto che il nuovo impianto realizzato a Bagnore 4 da 40 Mw, inaugurato a fine 2014, non rispetta i limiti previsti dalla stessa Regione Toscana nella DGRT 344/2010 dato che la tecnologia utilizzata (flash più abbattitore) non è quanto di più tecnologicamente avanzato, oggi disponibile, dal punto di vista ambientale, ma probabilmente solo la scelta più conveniente dal punto di vista economico-finanziario». Da qui le domande del consigliere: «Chiedo al sindaco Marini: lei era a conoscenza di questo? Cosa ne pensa Enel del documento sopra indicato vista la firma sul citato documento come revisore da parte di Ruggero Bertani? Viene prima la salute dei cittadini o il business?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web