Gioco
Alle Clarisse arriva il poster delle Guerrilla girls
Per "La città visibile" il celebre poster delle "cattive ragazze" dell'arte contemporanea
GROSSETO. «Le donne devono essere nude per entrare al Metropolitan Museum of art?». La domanda, provocatoria e arrabbiata, se l’è posta nel 1984 a New York un gruppo di artiste che, in occasione di una retrospettiva, contò 169 artisti in esposizione e solo 13 donne. Ancora più basso il numero di artisti di colore. L’anno dopo, per denunciare comportamenti di discriminazione sessuale e razziale, le artiste fondarono il collettivo femminista radicale Guerrilla girls.
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Da allora quella domanda è diventata il loro marchio di fabbrica e le “cattive ragazze” dell’arte contemporanea hanno continuato a irrompere nei musei con la maschera da gorilla e a farsi intervistare scegliendo nomi di artiste del passato e manifestano il proprio dissenso creando poster con cui tappezzano città di tutto il mondo.
Un’opera delle Guerrilla girls sarà esposta a Grosseto dal 24 settembre al 6 novembre nella mostra “Niki & War (Women in art revolution)”, allestita al polo espositivo delle Clarisse nell’ambito dell’edizione 2016 della Città visibile, e che ospiterà anche opere di Niki de Saint Phalle e di altre 25 artiste, oltre a una sezione dedicata allo “sguardo maschile”, con opere realizzate da uomini che ritraggono donne .
L’opera delle Guerrilla girls è il celebre manifesto a sfondo giallo con la donna nuda che ricorda la modella di Ingres, anche lei con la maschera da gorilla, e l’eloquente didascalia: «Meno del 4% degli artisti esposti nella sezione arte moderna sono donne, ma l’85% dei nudi sono femminili». Il dibattito inaugurato dalle Guerrilla girls trent’anni fa è ancora aperto.
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