Il Tirreno

Grosseto

Poche e tutte sante: la toponomastica dimentica le signore

Francesca Ferri
Il Chiasso delle Monache in centro storico a Grosseto (foto Agenzia Bf)
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Il Chiasso delle Monache in centro storico a Grosseto (foto Agenzia Bf)

A Grosseto solo 14 strade su 1.139 sono “in rosa”, mentre ai maschi ne vanno 372. Papa (Cedav): "Indice di disparità"

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GROSSETO. Poche, anzi pochissime. E quasi tutte sante o madonne. Se c’è un posto dove il rosa – quello del quote – non attacca sono i cartelli delle strade. Lapidi o rettangoli di metallo che siano, i nomi di donne vi si contano con il lumicino. Padri della Patria, scienziati, politici sì. Sorelle d’Italia, scienziate, politiche no. Non perché non ne esistano: semplicemente non esistono per la toponomastica.

«Anche questo indica la disparità di trattamento tra uomo e donna», spiega Mauro Papa, direttore del Cedav della Fondazione Grosseto Cultura, che ha scelto quest’anno il tema dell’arte fatta dalle donne per l’8ª edizione de “La Città visibile” intitolata “Per nascita e per scelta. Arti al femminile”.

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Lo spunto è arrivato dall’artista maremmana Elena Guerrini – che ha in programma uno spettacolo sul tema – e dal portale www.toponomasticafemminile.com, nato nel 2012 da un gruppo Facebook su iniziativa di Maria Pia Ercolini e che si fregia, da giugno, dell’appoggio della presidente della Camera Laura Boldrini.

Il sito ha censito e reso consultabili i nomi delle vie, delle strade, dei vicoli e delle località di tutta Italia, comune per comune. Il quadro che ne esce è desolante.

A Grosseto su 1.139 vie, piazze e località 372 sono intitolate a uomini e 14 sono intitolate a donne. Il computo è ricavato su dati dell’Agenzia del Territorio risalenti al 2010, elaborati dallo staff di www.toponomasticafemminile.com. «Nel caso di Grosseto risulterebbero 16 strade intitolate a donne, ma in realtà due non esistono», spiega Papa. A parlare in percentuali, le vie “in rosa” sono il 3,7 per cento rispetto alle vie “in azzurro”, e l’1,2 per cento del totale. Ma non è tutto.

Il dato interessante è vedere chi sono queste donne e queste figure femminili poiché il sito fornisce alcuni criteri di classificazione: madonne, sante e beate, suore e religiose, benefattrici laiche, scienziate, artiste, figure storiche e politiche, lavoratrici, figure mitologiche, sportive e nomi non identificati.

Ebbene, nel comune di Grosseto su 14 toponimi femminili, la metà sono figure legate alla religione. Ci sono infatti due Madonne (la strada provinciale Sante Mariae e la località la Madonnina), cinque sante (località Santa Lucia e Santa Cesira, vicolo Santa Lucia e viale Santa Maria Goretti a Rispescia) e poi le monache dell’omonimo Chiasso. «Che, tra parentesi, è l’unica strada del centro storico dedicata a delle donne...», dice Papa. C’è poi la strada delle Vedove, periferia sud est di Grosseto.

A Barbanella tre strade sono dedicate a scrittrici del Novecento: Grazia Deledda, Ada Negri, Matilde Serao, mentre le due attrici Giulietta Masina e Anna Magnani danno il nome a un largo e a una via nel nuovo quartiere del Casalone.

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L’unica maremmana a essere ricordata nelle strade del capoluogo è la partigiana Norma Parenti.

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Non va meglio negli altri ventisette comuni della provincia. Secondo toponomasticafemminile.com Castiglione della Pescaia e Monterotondo Marittimo hanno una sola strada intitolata a donne (rispettivamente Santa Maria e Santa Lucia tanto per cambiare). Ci sono poi sei comuni con due sole strade in rosa, cinque con tre strade, tre con quattro, due con cinque, due con sei, due con sette, due con otto e due con undici strade e località intitolate a donne. In alcuni casi la toponomastica è macabra (via di Femmina morta a Roccastrada e podere Donna Morta a Montieri).

Nel confronto con gli altri capoluoghi toscani fa peggio solo Arezzo, dove la percentuale di vie dedicate a signore e personaggi femminili è del 2,3 per cento. A Livorno le strade dedicate alle donne sono il 6,2 per cento rispetto a quelle dedicate agli uomini, a Lucca il 10 per cento, a Massa del 16, a Carrara del 5, a Pisa dell’8,5,a Prato del 7,7 e a Siena del 6,7.

Che fare? Prima che le cose comincino a cambiare nelle mappe (e nelle teste) comunali, ci pensa La Città visibile. Durante la Notte Visibile della cultura del 24 settembre le studentesse del liceo artistico del Polo Bianciardi saranno impegnate in una performance che ribattezzerà temporaneamente i nomi delle strade del centro, sostituendoli con nomi di donne. Chissà che ne penserebbero Carducci e Dante.

TUTTI I NUMERI IN OGNI COMUNE E IN TOSCANA

Ecco il rapporto tra strade intitolate a uomini e strade intitolate a donne nei 28 comuni del Grossetano. Il primo numero è il totale delle strade e località censite da www.toponomasticafemminile.org; il secondo sono le strade intitolate a uomini; il terzo le strade intitolate a donne.

Arcidosso: 304, 22, 2; Campagnatico: 287, 25, 2; Capalbio: 224, 18, 2; Castel del Piano: 256, 36, 7; Castell’Azzara: 156, 61, 3; Castiglione della Pescaia: 300, 33, 1; Cinigiano: 450, 24, 4; Civitella Paganico: 343, 26, 2; Follonica: 334, 97, 3; Gavorrano: 557, 100, 11; Grosseto: 1,139, 372, 14; Isola del Giglio: 89, 37, 3; Magliano: 220, 31, 7; Manciano: 420, 57, 6; Massa Marittima: 653, 95, 5; Monterotondo Marittimo: 228, 17, 1; Monte Argentario: 354, 52, 8; Montieri: 301, 24, 2; Orbetello: 434, 84, 8; Pitigliano: 207, 47, 6; Roccalbegna: 203, 17, 5; Roccastrada: 581, 73, 11; Santa Fiora: 221, 34, 3; Scansano: 391, 22, 2; Scarlino: 212, 41, 4; Seggiano: 131, 14, 3; Semproniano: 219. 40, 4; Sorano: 364, 46, 8.

Questa invece la situazione nei capoluoghi della Toscana: Arezzo: 641, 340, 8 (2,3%); Firenze: 2.284, 1.100, 70 (6%); Grosseto: 1.139, 372, 14 (3,7%); Livorno: 1.000, 465, 29 (6,2%); Lucca: 1.515, 248, 25 (10%); Massa: 861, 150, 25 (16,6%); Carrara: 476, 152, 8 (5,2%); Pisa: 1. 148, 579, 28 (4,8%); Pistoia: 1.142, 294, 25 (8,5%); Prato: 1.364, 645, 50 (7,7%); Siena: 658, 252, 17 (6,7%).

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