Il dolore
Muore a 19 anni, profilassi in campeggio
La ragazza romana aveva trascorso tre giorni con un’amica a Punta Ala: allestito un presidio sanitario nella struttura
PUNTA ALA. Susanna Rufi aveva 19 anni e tutta la voglia di divertirsi. Di viaggiare, di scoprire il mondo, di trascorrere qualche giorno in un bel posto, con un’amica. Aveva scelto il campeggio Punta Ala e nella struttura aveva passato tre giorni di vacanza dal 21 al 23 luglio. Poi era partita con il suo carico di speranze per la Polonia, dove a Cracovia aveva partecipato alla Giornata mondiale della gioventù.
Susanna è morta a Vienna, di ritorno da quel viaggio, uccisa dalla meningite. Ieri è scattato l’allarme e nel campeggio è stato allestito un presidio sanitario al Punta Ala, dove tantissimi ospiti della struttura si sono presentati da subito per prendere l’antibiotico.
Quando Susanna Rufi ha trascorso quei tre giorni a Punta Ala, nel campeggio c’erano circa mille ospiti e un centinaio sono ancora lì in villeggiatura. La forma di meningite che ha colpito la ragazza sarebbe stata molto virulenta e il tempo di contagio, quindi, sarebbe stato inferiore ai dieci giorni ormai trascorsi.
«Dal momento che il periodo di incubazione è calcolato in massimo dieci giorni, per estrema precauzione, il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana sud est sta invitando tutte le persone che dal 21 al 23 luglio erano ospiti del campeggio a fare la profilassi farmacologica. Per le persone sotto i 18 anni la profilassi consiste in due somministrazioni di rifampicina (soluzione orale) al giorno per due giorni; mentre per chi ha più di 18 anni è sufficiente prendere una compressa di ciprofloxacina da 500 mg, un’unica dose per un solo giorno», si legge in una nota della Regione Toscana.
L’Asl ha messo a disposizione due contatti per tutti coloro che hanno bisogno di avere informazioni: il numero di telefono 331/6203237 dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 e l’indirizzo e-mail ufigienepubblica@usl9.toscana.it.
Per quanto riguarda il personale del campeggio, e gli ospiti che erano presenti il 21, il 22 e il 23 luglio e lo sono ancora, la Asl insieme al gestore del campeggio si è già attivata per la profilassi. «La nostra è una struttura con una capienza per circa 3.000 persona su un’estensione di 30 ettari attrezzati - spiega Roberto Vergottini, responsabile delle relazioni con gli ospiti di Puntala Camping Resort - ora ci stiamo organizzando per dare supporto alle procedure che l’ Asl di Grosseto intende attivare. Non è nostro compito occuparci degli aspetti sanitari essendo competenza dell’Asl, tuttavia come ulteriore gesto di supporto stiamo valutando anche come contattare gli ospiti che sono già andati via, ma erano presenti in quei giorni, per far pervenire anche a loro lo stesso avviso».
Intanto, il campeggio raggiunge gli ospiti ancora presenti nel camping - a cui va l’invito della Asl a sostenere la profilassi - in vario modo: sms, e-mail, porta a porta laddove è possibile, avvisi.
Continua, inoltre, da parte dell’Asl, la ricerca epidemiologica per capire se la diciannovenne durante i tre giorni di vacanza abbia o meno frequentato altri posti oltre al campeggio. Al momento non risulterebbe che la ragazza e la sua amica siano state in qualche locale o in qualche discoteca della zona.
Al presidio allestito nel campeggio ci sono un medico e un infermiere dell’ufficio Prevenzione dell’Asl che resteranno al Punta Ala anche oggi per raggiungere quanti più ospiti possibili, tra quelli appunto che erano in campeggio nei giorni in cui c’era anche la diciannovenne romana.
La fila, davanti al presidio, ieri si è formata in un attimo. L’infermiere ha filtrato gli ospiti e i dipendenti del campeggio che hanno preso la profilassi, mentre i più piccoli sono stati visitati nella stanza adibita a piccolo ambulatorio.
In fila davanti al medico, qualche timore è affiorato sulle labbra dei clienti. Ma in tanti hanno deciso di restare e godersi comunque le vacanze. «È la seconda volte che ci succede - dicono alcuni clienti - la volta scorsa eravamo in crociera e abbiamo fatto la profilassi. Questa volta facciamo lo stesso, ma restiamo qui».
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