Il Tirreno

Grosseto

I nomi? Segnalateli al Tirreno

di Emilio Guariglia
Via Anna Magnani a Grosseto (foto Agenzia Bf)
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Via Anna Magnani a Grosseto (foto Agenzia Bf)

Quarant’anni fa a Grosseto le battaglie delle donne facevano avanguardia, oggi sul fronte della parità si respira aria di disinteresse

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Non sappiamo se, con il suo lillipuziano manipolo di strade al femminile, la città di Grosseto sia messa molto peggio della media nazionale. Verificheremo.

Di un fatto però si può star certi: questa non è una città troppo attenta all’altra metà del cielo. E paradossalmente lo è sempre meno: qui, quarant’anni fa, le battaglie delle donne facevano avanguardia, oggi invece sul fronte della parità si respira aria (è un eufemismo) di disinteresse.

Una sindaca il capoluogo della Maremma non la ha mai avuta. E proprio nel 2016 ha deciso addirittura di rinunciare all’ipotesi, mettendo in campo otto (otto!) candidati, tutti rigorosamente maschietti.

Sempre dalla recentissima tornata elettorale giungono segnali poco confortanti. Prima ha fatto clamore il caso della “potenziale” giunta del Movimento 5 Stelle, nove assessori tutti con la “i”; poi ci ha messo il suo la giunta “vera” del centrodestra, con numero di donne inferiore a quanto prevederebbero (in Italia il condizionale è d’obbligo) le leggi.

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In entrambi i casi la politica ha offerto spiegazioni e minimizzato. Non si vuol discutere la buona fede, ma se anche fosse vero che le donne – come è stato detto – sono state cercate, ma non si sono rese disponibili o non avevano i requisiti giusti, beh, la faccenda sarebbe comunque preoccupante.

Che dire poi del Grifone d’Oro? Nei suoi 58 anni di onorata carriera il premio alla cittadina o al cittadino dell’anno si è coniugato sempre nel secondo dei modi, tranne un paio di eccezioni. L’ultima vent’anni fa per Alessandra Sensini, stella dello sport di fronte alla quale era impossibile non agire. Poi più nulla.

Come è possibile? Com’è possibile che in una comunità a maggioranza femminile siano solo i maschi a fare cose meritevoli d’onore? Ed è davvero così, o siamo tutti semplicemente un po’ distratti?

Sia come sia, è tempo di cambiare. Perché il nome di una strada, un premio, una candidatura potranno anche avere valore solo simbolico, ma le società si costruiscono anche a partire dai simboli.

Per questo il Tirreno invita i grossetani a partecipare a un piccolo gioco: pensate a tutte le donne importanti della vostra storia e della vostra vita e candidatele – scrivendoci una e-mail, una lettera, su Facebook – all’intitolazione di una strada. Insieme, poi, le segnaleremo a chi di dovere. Per ridare a questa città il valore delle sue donne.

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