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Duecento mani di gesso per dire no alla geotermia

Duecento mani di gesso per dire no alla geotermia

SANTA FIORA. Il ritorno delle mani di gesso. Sembra il titolo di un giallo, ma non lo è. Sono le mani in gesso preparate dai comitati ambientalisti in occasione della visita del presidente della...

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SANTA FIORA. Il ritorno delle mani di gesso. Sembra il titolo di un giallo, ma non lo è. Sono le mani in gesso preparate dai comitati ambientalisti in occasione della visita del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi arrivato in Amiata per la inaugurazione di Bagnore 4. Erano sparite. Adesso ricompaiono per sottolineare il fatto che nel territorio amiatino ci sarebbe il 13% di morti in più rispetto al resto della Toscana e che, secondo i comitati, molta responsabilità di quelle morti sarebbe da attribuire alla geotermia.

Alcuni esponenti dei comitati avevano preparato, per scuotere gli ospiti, mani di gesso: bianche come quelle di un cadavere. Avevano programmato di installarle dirimpetto all’ingresso di Bagnore 4, in un campo di proprietà privata, che il proprietario aveva ripulito e sterpato, perché sembrassero uscite funestamente dal terreno. Una sorta di fossa comune degna della migliore letteratura sepolcrale.

Un giovane ha realizzato quelle mani di gesso colandole dentro un guanto, che poi ha fatto seccare. Come supporto ad ognuna, una canna di bambù da infilare in terra per far sì che quelle mani fossero rivolte verso il cielo: a gridare pietà.

L’arrivo delle autorità ha rotto le uova nel paniere, come raccontano dai comitati: «Le abbiamo sistemate davanti a Bagnore 4 – spiega un membro dei comitati antigeotermici – durante la notte, verso le due e mezzo, ma la mattina presto, attorno alle 6,30, erano scomparse. Non c’erano più nemmeno alcuni striscioni e alcune poesie preparate dai bambini contro la geotermia».

Il racconto prosegue: «A quel punto – aggiunge – all’arrivo del governatore il campo era vuoto. Ragion per cui, ho espresso ai carabinieri l’intenzione di sporgere denuncia. Ma poi non ne ho fatto di nulla. Quelle mani sono ricomparse. Le autorità avevano ritenuto opportuno toglierle durante la visita del presidente e poi me le hanno restituite».

Le mani sono tornate agli ideatori chiuse in un sacco, ed essendo di gesso, alcune si sono rotte, altre hanno perduto il supporto.

Ma al gruppo non interessa, perché, una volta risistemate al loro posto, avrebbero sortito lo stesso effetto. Così qualcuno è andato diritto al campo davanti a Bagnore 4 e le ha ripiantate per terra.

Non erano più duecento, ma fanno tuttora il loro macabro effetto, raccolte in uno spazio della dimensione di una grande tomba, con dei fiori di plastica nel centro.

Sono tornate sotto gli occhi di tutti quelli che transitano nella provinciale che dalle Aiole porta verso Roccalbegna e qui aspettano di sgretolarsi definitivamente sotto il cocente sole d’agosto e sotto i bianchi soffioni geotermici.

Fiora Bonelli

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