Toscana
Doppio incendio alla galleria di Punta Ala
Dopo 12 giorni torna a bruciare la strada delle Collacchie nello stesso punto in cui era scoppiato l’ultimo rogo
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una pausa lunga dodici giorni. Poi ieri mattina, verso le 11, il piromane seriale è tornato a colpire nel Comune di Castiglione della Pescaia, sulla strada provinciale delle Collacchie, nel solito posto dove l’altro incendio, il 22 luglio scorso, aveva bruciato circa 8 ettari di macchia mediterranea. Devastando una zona di pregio visibile da tutte le direzioni.
Questa volta, fortunatamente, le squadre di pronto intervento, compreso l’elicottero della Regione Toscana arrivato dopo circa un’ora dall’inizio del rogo, hanno evitato il peggio. Ma sicuramente diverse centinaia di metri quadrati di macchia sono inceneriti, lasciando il solito paesaggio lunare e una sensazione di forte disagio per l’ennesima ferita inferta al territorio senza un perché apparente.
Due i punti dove il piromane ha deciso di concentrarsi per dare il via alle fiamme: uno a ridosso della galleria della Querce Mercata (anche questo in passato preso di mira altre volte), e l’altro, quello alla fine che è stato più ampio per la violenza delle fiamme, praticamente attaccato a dove era stato spento l’incendio di luglio. Una sorta di sfida nella sfida.
Il traffico del mattino, su un’arteria che in questi giorni vede passare forse migliaia di auto, ha però fatto scattare immediatamente l’allarme, appena un rivolo di fumo è stato visibile. Sul posto i primi soccorsi ad arrivare sono stati i tecnici comunali con un paio di autobotti che non hanno perso tempo, arrampicandosi per la boscaglia nel tentativo di arginare l’avanzata delle fiamme, che grazie al vento che a quell’ora si stava alzando, avevano già preso la direzione della collina. Di lì a poco è arrivata l’autopompa dei vigili del fuoco da Grosseto, e ancora le squadre della Vab (vigilanza antincendi boschivi).
Intanto era stato allertato anche l’elicottero, che prima ha sorvolato l’area e poi grazie al laghetto della Santa, ha deciso di intervenire con diversi passaggi, scaricando nei punti più critici il suo “saccone” d’acqua. Intanto da terra i vigili del fuoco continuavano a tenere sotto controllo la situazione e bonificavano le zone ritenute più pericolose. La strada provinciale è stata chiusa, grazie ai carabinieri della stazione di Castiglione e ai vigili urbani, con il traffico che è stato deviato sulla vicinale della Santa, oltrepassando l’area del fuoco, anche se i mezzi pesanti sono rimasti fermi.
Intanto sul fronte delle indagini proseguono serrate le ipotesi. Ieri una squadra di investigatori ha voluto sincerarsi e monitorare l’area. Di certo, le domande che si pongono tutti sono sempre le stesse. Perché questa persona, ma per la dinamica degli incendi sembrerebbero più d'una, si accanisce in questo modo; e poi perché praticamente nei soliti posti, anche se le aree interessate ora sono tante. In più a rendere difficili i controlli sono anche gli orari: a luglio l’incendio era scoppiato nel pomeriggio, verso le 15. Ieri di mattina. Altre fiamme, verso le 16,30, sono state domate al Casotto di Venezia: anche in questo caso pochi i danni per la prontezza degli interventi di spegnimento.
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