Lutto
Un imprenditore tra i mostriciattoli nascosti in città
Cacciatore di giorno e di notte tra strade, piazze e parchi Il racconto di Aldo Giuliani: una passione che va avanti da anni
GROSSETO. Se lo incontrate per le strade di Grosseto con il suo smartphone in mano e gli occhi fissi sullo schermo, con quell’atteggiamento tipico di ha perso (e cerca qualcosa), non preoccupatevi. Non è diventato matto, sta giocando a Pokemon Go. Ed è uno delle centinaia di persone che lo fa, soltanto a Grosseto, dove i mostriciattoli creati dalla Nintendo, sono un po’ ovunque.
Aldo Giuliani, 37 anni imprenditore e organizzatore di eventi, proprietario del Faq e socio della Capannina è un “nerd”. «Avevo un negozio di giochi - dice - e questo mondo non l’ho mai abbandonato. Da un mesetto a questa parte, da quando è uscito Pokemon Go ho cominciato a giocarci. Avere l’app installata sul telefono non esclude però l’essere adulti».
Giuliani è uno dei tanti “fissati” di questo gioco. Uno dei tanti adulti che girano per la città a caccia di mostriciattoli. Ma è anche uno di quelli che sostiene che giochi come questi debbano essere “maneggiati con cura”.
«Da un mesetto questa applicazione sta rivoluzionando il modo di vivere delle persone - dice - basti vedere quello che è successo in Giappone. Là è arrivato da qualche anno e nelle grandi città ci sono corsie sul marciapiedi riservate a chi guarda il telefono. Potrebbe sembrare un’evoluzione, in realtà è un’involuzione. Questi giochi devono essere maneggiati con cura, soprattutto tra i più giovani». Ritagliarsi però mezz’ora o un’ora al giorno per immergersi nel mondo virtuale abitato da Bulbasaur, Charmander e Squirtle, può essere un gran divertimento. E tante persone almeno a Grosseto si sono incontrate e conosciute proprio grazie a questo nuovo gioco che è stato sviluppato sulla base di Google Maps e che quindi si muove nel mondo reale. «Ti segue tramite il gps, predispone la comparsa di questi Pokemon in modo random. E in tutte le città, come anche a Grosseto, i Pokéstop sono nei luoghi di interesse e nei centri accessibili». Nel palazzo della Rama, uno di questi è nella vasca all’interno del cortile, un altro lo abbiamo trovato davanti alla Chiesa anglicana in via generale Cantore, un altro è puntato alla pizzeria Melograno, in piazza San Michele. E ancora, il villino Pastorelli, il Cinghialino sulle Mura, solo per citarne alcuni. Due pokéstop sono stati messi anche dentro il perimetro dell’aeroporto militare, ma non sono catturabili dalla strada.
«Finché era solo un videogames - spiega Giuliani - potevi giocarci senza muoverti dal divano o dal letto. Ora, grazie all’inserimento di Pokemon e pokéstop nella realtà, ha fatto avvicinare tantissime persone. Io non ci gioco 24 ore al giorno, ma quando ho un’ora libera, vado in giro, prendo i pocketstop e scopro anche posti che non avevo mai visto». A caccia di Pokémon per conoscere meglio il territorio. Anche questa non è follia, nella ealtà aumentata e in quella vera. Ma a Grosseto il punto dove si radunano ogni sera i cacciatori di Pokemon è quello di via Inghilterra. «Ci sono adolescenti e persone di 60 anni - aggiunge Giuliani - e lì ci andiamo perché puoi mettere le esche per attirare i Pokemon selvatici, che sono i più difficili da catturare». Un po’ come andare a caccia nel bosco e sperare di centrare un cinghiale: il principio è lo stesso, ma nessuno spara e si fa male. Però di chilometri ne macinano i cacciatori di pokemon. E se vi capita di incontrare qualcuno per strada che viaggia con l’auto a meno di 20 Km orari, state sicuri che si tratta di un cacciatore che ha scaricato l’App sul cellulare. «Per ottenere punti puoi prendere il cestino delle uova - spiega l’imprenditore nerd - ma per farle schiudere devi percorrere da 2 a 10 km a piedi. Chi non ne ha voglia viaggia pianissimo in auto o in bici. Ma se passate dal parco di via Giotto è pieno di gente che grazie a questo sistema si è anche messa a fare movimento». Camminando avanti e indietro per il velodromo con lo smartphone in mano a caccia di punti.
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